Lettere

BERSANI E VISCO, I DUE SBIRRI

Pubblicata il 15 ottobre 2009

Parte 1°: lo sbirro buono.
Come nei polizieschi americani, Bersani e Visco giocano a sbirro buono e sbirro cattivo, puntando allo stesso scopo. Ovviamente Visco, con il suo sguardo spiritato, che lo fa assomigliare alla reincarnazione di Torquemada, non può che fare lo sbirro cattivo, ma di lui parleremo la prossima volta. Qui trattiamo dello sbirro buono, quello con la parlata da Peppone e il sigaraccio spento fra le dita.
Bersani dice: «L’economia italiana è strangolata da poteri forti». Giusto. «In Italia i farmaci costano più che nel resto d’Europa». Altroché.
«L’energia è la più cara del mondo, i carburanti costano in modo esagerato».
Sacrosanto, sottoscriviamo. «Non si può pagare 700 euro per cambiare macchina». Vero. Il grido di guerra, spesso ripetuto, è «difendiamo i consumatori».
Peccato però che, passando dal dire al fare, si scopre che i poteri forti, secondo lui, sarebbero tassisti, benzinai, panettieri, giornalai, farmacisti. Sono questi i poteri che strangolano l’Italia? O forse anche anguriari, ciabattini, arrotini (donne è arrivato l’arrotino!)?
Vediamo i risultati delle sue “lenzuolate”di liberalizzazioni:
La voltura dell’auto costa poco meno perché si è scoperto che la parcella del notaio è di 18 euro, il resto sono tasse. Alcuni farmaci da banco sono effettivamente diminuiti di una microscopica percentuale, ma continuano a costare il triplo che in Francia o altrove, segno evidente che il problema del costo dei farmaci non sta nella rete di vendita. Il costo dei taxi poi varia da città a città in quanto, essendo licenze comunali, è il comune a stabilire i prezzi della corsa, che comunque non sono diminuiti. Quanto al prezzo della benzina tutti sanno che è formato al 90% da tasse e la quota dei benzinai è talmente piccola da essere espressa in millesimi. Nessun sano di mente si può aspettare una reale diminuzione del prezzo del carburante, facendolo vendere ai supermercati. Quanto alle altre “liberalizzazioni”, nessuno si è accorto della loro esistenza, a parte le categorie interessate, che si sono fatte marcire il fegato più o meno in silenzio.
I giornali di regime strombazzano che grazie a queste liberalizzazioni l’economia sarebbe ripartita. Senza spiegare come.
È un trucco vecchio come il mondo che, incredibilmente, funziona sempre. Si
chiama: giudicatemi da quello che dico, non da quello che faccio.
Ma allora dove vogliono davvero andare a parare i nostri eroi? Provate a indovinare, ne riparleremo ancora.
Domenico