Lettere

DIFENDIAMO I RISPARMIATORI

Pubblicata il 15 ottobre 2009

Dall’Associazione Risparmiatori Tango Bond riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato: “Secondo i dati resi noti da Assogestioni, l’Associazione che riunisce le società di gestione del risparmio, nel 2006 la sfiducia dimostrata da parte dei risparmiatori italiani è stata quantificabile in una fuoriuscita di capitali investiti pari a 17,87 miliardi di euro. Il trend negativo sembra continuare inesorabile anche nel 2007, visto che in soli due mesi sono stati già 9 i miliardi in fuga dall’industria del risparmio gestito. I dati hanno evidenziato come in Italia soltanto il 4% degli investimenti domestici siano indirizzati verso il mercato azionario, mentre un altro 4% viene destinato ai fondi comuni. Valori che si attestano ben al di sotto della media europea, che presenta invece percentuali che si aggirano rispettivamente attorno al 17% ed al 10%. Inoltre, la quota di fondi azionari in possesso dei risparmiatori italiani si ferma appena al 21,2% contro il 32% della Francia, il 40% della Spagna, il 47,7% della Germania, il 66,5 dell’Inghilterra ed il 69% della Svezia”.
E questi dati la dicono lunga sulla serietà della gestione dei fondi… Come uscire da questa situazione di depressione condizionata soprattutto dai clamorosi crac finanziari di aziende come Parmalat e Cirio? E come non ricordare il disastroso default dei bond argentini, che ha lasciato tra le dita dei risparmiatori il cerino bruciato? Il rammarico è oltretutto constatare come nessuna forza politica si sia mossa in difesa dei diritti di migliaia di bondholders. Solo le associazioni sono intervenute in soccorso dei risparmiatori, non ultima A.R.T., l’unica associazione italiana scesa in campo per la difesa dei risparmiatori. L’unica strada che porta a risultati concreti pare essere quella di depositare presso i tribunali italiani i ricorsi contro gli intermediari finanziari. La strada che A.R.T. ha indicato e continua a perseguire fin dalla sua nascita. Far riacquistare la fiducia nel mercato ai piccoli risparmiatori pare essere impresa ardua dopo le recenti malefatte.
La possibilità è che attraverso un’informazione finalmente trasparente sui rischi che ogni investimento comporta si evitino in futuro ai risparmiatori italiani altri default.
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