Lettere

FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE

Pubblicata il 15 ottobre 2009

Sono una studentessa di 23 anni e mi assale una totale sfiducia, sfiducia nei confronti delle istituzioni, del clientelismo della politica e nei confronti di un mondo del lavoro dove se non sei “figlio di” oppure “se non appartieni a”, non hai futuro. Sfiducia nei confronti dell’ipocrisia di chi si nasconde dietro frasi fatte trite e ritrite per sognare un mondo diverso ed improponibile. È triste che io, una ragazza giovane, e non ritengo di essere l’unica, sia pervasa da questa amarezza e non abbia né passione né entusiasmo, soprattutto in questi anni durante i quali dovrei, in teoria, costruire il mio futuro. Cosa fare? Continuare a subire passivamente le notizie filtrate dei media? Continuare a nascondere le mie idee? Continuare a far parte di questo meccanismo crudele? No! Mi ha molto interessato la nascita dei circoli della libertà, perchè credo che sia un modo per far sentire la propria voce, per confrontarsi e, perchè no, scontrarsi sui piccoli e grandi temi. L’ho trovato un esempio di democrazia o di ciò che si definisce politica proveniente dal basso, ed è quasi strano vederlo in un paese le cui sorti sono decise a tavolino o da senatori a vita, e quindi non eletti!!! I cittadini devono prendere consapevolezza dei mezzi a loro disposizione per chiedere, partecipare…vivere! Purtroppo nella mia città c’è spazio per un solo “colore” ed io sono rimasta necessariamente da parte, ho dovuto persino rinunciare a collaborare con un periodico per questo! Purtroppo questa è l’Italia… ma forse gli Italiani sono diversi! Io di sicuro lo sono.
Giusy