Lettere

HANNO ROVINATO ROMA

Pubblicata il 14 ottobre 2009

Ho già la penna nella mano destra e documento nella sinistra, pronta a votare (di nuovo) nello stesso modo in cui votai, fiduciosa, troppi mesi fa. Non c’è lavoro, noi giovani ce ne stiamo a casa perché, assurdo, anche fare vita sociale costa troppo, troppi balzelli per nessun servizio alla collettività. Poi se abiti a Roma come me… ancora penna e documento per firmare dove dice Berlusconi, contro il degrado della città causato dai lanzichenecchi del nuovo millennio. Con che coraggio costruire il Maxxi se l’ottocentesco Palazzo delle Esposizioni a Via Nazionale sprofonda nelle voragini reali e metaforiche causate da questa amministrazione fanfarona. Io ho studiato storia dell’arte perché amo questa città: che colpa aveva l’Ara Pacis se era del ventennio sbagliato (ve lo ricordate come nell’ex Urss si abbattevano le statue dei governanti decaduti?), quali reperti archeologici c’erano sotto il gianicolo e sono stati distrutti, quali ce ne saranno sotto le nuove metropolitane? Nulla sopravvive alle ruspe della propaganda. Ieri passavo vicino ai “Giardini” di Castel Sant’Angelo e oltre ai giardini ora c’è una favelas vera e propria: ci sono casette con mura e tetti di cartone in mezzo a depositi di immondizia di ogni sorta, tutt’intorno il fossato è alla mercé di chi se lo prende (a causa di chi glielo fa prendere chiamando l’occupazione abusiva “tolleranza”), a due passi ci sono i turisti: io mi vergogno o meglio “non ci sto”. Cosa posso fare come donna di trent’anni? pensavo di entrare in politica, non ce la faccio a mandare giù i compromessi che la sinistra fa con l’ingiustizia quotidiana.
Scusate lo sfogo, ma non ne posso più di vedere tutto il ben di Dio di ricchezza che il mondo ci invidia in balia a gente arrogante, prepotente e presuntuosa, che quando fa opposizione blocca quel che di buono si può fare e quando governa…che ve lo dico a fare.
Isabella