Lettere

L’URLO DELLA LIBERTÀ

Pubblicata il 15 ottobre 2009

Il mio è un articolo rivolto a quell’insieme di personaggi che, orfani del comunismo, cercano in ogni modo di aggrapparsi in qualche modo al primo treno che capita, terroristi palestinesi, no-global, fondamentalisti islamici, castristi, pacifisti a senso unico, per rinnovare l’ennesima generica accusa alle società occidentali, democratiche, liberali, che certamente loro non hanno contribuito a costruire. Dico non hanno, poiché la loro lotta per abbattere la dittatura fascista era strumentalmente volta ad altro disegno strategico: quello di traghettare l’Italia verso il comunismo e la sua dittatura, annullando perciò stesso qualsiasi segno di desiderio democratico.
E l’Italia per loro dispetto e viceversa per nostra fortuna ha risposto a tale immondo e criminale progetto con un no, forte, netto, gridato.
E lo dico non sussurrato o solo scritto, ma gridato.
E non solo l’Italia ha gridato, ma anche altre nazioni meno fortunate di noi, dalla Ungheria alla Cecoslovacchia, dalla Polonia alle Repubbliche Baltiche, dalla Romania alla Bulgaria, hanno gridato pagando con “il rosso sangue” la voglia di democrazia e di libertà contro quel comunismo al quale i “nostri personaggi sussurranti” si ispiravano per violare l’uomo, la sua anima, il suo cuore, i suoi diritti, la sua arte.
E voi eravate sordi al grido di aiuto!
E voi avete taciuto, preferendo il silenzio al rumore della libertà!
E voi avete taciuto, preferendo il non vedo, il non sento, il non parlo, al frastuono dei popoli urlanti!
Vigliacchi, dieci, cento, mille volte vigliacchi.
Ve lo grido in faccia.
Vigliacchi e traditori che volevate rinchiudere la nostra Italia in quella galera.
Ed ora che siete orfani del vostro bel disegno che cosa fate?
Siete sordi al grido di tutti coloro che vogliono affermare la loro appartenenza alla democrazia e all’occidente preferendo voi parteggiare per coloro che non vogliono la democrazia, coloro che violano le libertà democratiche, coloro che annullano uomini e donne con l’ideologia ed il fondamentalismo religioso, nel misero tentativo di voler addossare ancora una volta la colpa di tutti i mali del mondo all’Europa, agli USA, ad Israele.
E per non assistere passivo all’ennesima alterazione narcotizzata della realtà da parte di voi “personaggi sussurranti”, io assorbo il grido munchiano e lo faccio mio, perché quel grido non è il simbolo dell’agonia, della disperazione umana, del represso, ma il grido dell’uomo inquieto che vuole ritrovare la sua anima (cosa naturalmente che a voi non interessa visto che la dimensione spirituale e metafisica per voi non esiste), dell’uomo che si interroga e che reagisce alle forze del male, dell’uomo individuale, indipendente e libero che sceglie la sua forma di espressione per esprimere la voglia di libertà e di risposta all’angoscia che tenta di schiacciarlo. Espressione il grido, di energia, di tensione metafisica, d’invocazione trascendentale in questo caso, che tende ad annullare il tempo e lo spazio per giungere a noi con la forza di un sentire a-temporale.
Gesù stesso grida dalla croce per invocare il Padre e perdonare tutti coloro che tacendo lo condannarono.
Continuate pure a tacere e sussurrare, a confondere il grido con una semplice alzata di voce, a scrivere senza “urlare”, senza rabbia e senza orgoglio, a diminuire il valore della pittura relegandola nel confine rappresentato dal quadro, a farvi schiavi del determinismo e dello storicismo, le emozioni non le strozzerete mai nelle gole di coloro che credono nella libertà e nella democrazia.
Domenico