Lettere

PENSATE AI LAVORATORI AUTONOMI

Pubblicata il 14 ottobre 2009

Egr. dottoressa, la si vede ultimamente nei programmi televisivi in rappresentanza del centrodestra e soprattutto degli autonomi, artigiani, commercianti e professionisti. Mi sarebbe gradito se lei portasse in televisione la voce dei piccolissimi autonomi, quelli senza dipendenti o con uno o due al massimo.
È la prima volta nella mia vita che vedo una finanziaria così sfacciatamente di parte, e cioè un governo che dovrebbe operare per tutti i cittadini, che si accanisce contro alcuni (autonomi) a favore di altri (dipendenti).
Non si riesce a capire il motivo di tanta faziosità verso cittadini che non chiedono niente anzi danno allo Stato. Riesce difficile ascoltare Bersani quando dice di non poter essere nemico degli artigiani in quanto figlio di artigiano, nessuno si chiede perché papà Bersani deve pagare l’Irap e il figlio o un direttore di banca no.
Diventa stomachevole sentire la Bindi dire che per le famiglie abbiamo aumentato gli assegni familiari; ma i figli dell’edicolante, del rappresentante, del barbiere, del ciabattino ecc. sono forse figli di ………… Non è mica bello vedere gli amici dei figli (figli di lavoratori dipendenti) andare in giro per l’Europa con quattro soldi (al resto ci pensa babbo natale) ed i figli degli artigiani e commercianti no.
Gli autonomi sono discriminati anche quando si chiede per qualsiasi pratica il reddito complessivo che viene indicato al lordo della non certo trascurabile contribuzione previdenziale, ai dipendenti chissà perché al netto.
Si fa fatica a capire perché il salumiere che si infortuna sul lavoro non debba percepire alcunché, mentre l’impiegato pubblico che si fa male a giocare a tennis debba stare a casa e ben pagato.
È forse giusto quando un’azienda chiude dire ai lavoratori dipendenti – da domani ti fai due anni di cassa integrazione pagata, mentre al trasportatore padroncino, al tecnico della manutenzione – arrivederci e grazie da domani son cavoli tuoi.
Il lavoro autonomo messo da questo governo sotto torchio è quello che ogni giorno deve combattere con una burocrazia sempre più ingombrante, con i rischi di insoluto, con la concorrenza sleale del doppio lavoro, con i problemi della malavita.
Perché il fisco chiede conto ad un fruttivendolo di un versamento bancario, e ai dipendenti che fanno doppio lavoro cronico no, o ai dipendenti pubblici e dirigenti con patrimoni spropositati rispetto alla loro posizione reddituale no.
È più delinquente e truffatore un fruttivendolo che non batte uno scontrino o un finanziere o un dipendente dell’ufficio imposte che nel verbale scrive che l’operazione di accertamento si è conclusa alle 23.00 fregandosi 5 ore di straordinario?
Non credo che la decenza di un governo possa continuare a sopportare la tassazione agevolata delle cooperative rispetto agli altri operatori di mercato, non credo che sia corretto chiedere ad un bar (srl) di depositare il bilancio, e permettere invece ad un’associazione sindacale di non dar conto dei milioni di euro che muove.
Vede dottoressa, non sarò certo io a dover dare consigli statistici al presidente Berlusconi che va sventolando dappertutto i punti di vantaggio sulla sinistra che i sondaggi vari gli forniscono. Se è vero che alle prossime votazioni i tassisti che hanno votato a sinistra difficilmente lo rifaranno, è anche vero che se continuano a non essere rappresentati questi problemi determinanti di discriminazioni verso i piccolissimi autonomi che non reggono più la pressione generale, ma che purtroppo anche se disposti a chiudere domani le saracinesche, non hanno alternativa, venga al Sud per vedere se sono chiacchiere, il centrodestra deve prendere in considerazione un forte astensionismo che si andrà a verificare, La gente è rotta.
Chiedo scusa per questo sfogo seguente ad una giornata infausta, tanto di tutto ciò non gliene frega niente a nessuno.
Donato