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IN PERMESSO PER CURARE IL CANE, ON. BRAMBILLA: “VANNO AIUTATE ANCHE LE FAMIGLIE CON ANIMALI”

Pubblicata il 11 ottobre 2017

“Le famiglie vanno sostenute, anche quelle con gli animali. Ecco perché la decisione dell’Università “La Sapienza” di Roma mi pare un’ottima notizia. Dà applicazione pratica – spiega l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista – ad un principio importantissimo: gli animali d’affezione sono e vanno considerati membri della famiglia a tutti gli effetti. Quindi la malattia dell’animale, se non esistono alternative per l’assistenza e per la cura, dev’essere effettivamente valutata come un grave motivo personale e di famiglia dai datori di lavoro. E’ un altro passo avanti –aggiunge l’ex ministro – verso la giusta considerazione degli animali da compagnia e più in generale verso l’auspicabile revisione dello status degli animali nei nostri codici”.
“Lentamente – continua l’on. Brambilla – sta crescendo la consapevolezza che quello della convivenza con gli animali domestici è un fenomeno sociale importante, oserei dire imponente: riguarda almeno un terzo degli italiani (Rapporto Eurispes 2017)”.
“In quest’ottica – spiega ancora la presidente del Movimento animalista – ho presentato due proposte di legge, che sono entrate anche nel programma del Movimento: la prima prevede l’iscrizione degli animali da compagnia, regolarmente detenuti e microchippati, nello stato di famiglia. La seconda istituisce un Servizio sanitario veterinario nazionale agevolato Il servizio, che prevederà una serie di prestazioni medico-chirurgiche di base per gli animali d’affezione. Tra queste, per esempio, l’erogazione di farmaci su prescrizione del veterinario, la sterilizzazione, accertamenti clinici e diagnostici, interventi e “piccola chirurgia”, eutanasia (nei casi previsti dalla legge) compreso l’incenerimento. Se ne potranno avvalere gli animali i cui proprietari risultano già esenti dal pagamento delle spese del SSN e quelli ospitati in strutture di volontariato o comunque le famiglie con un ISEE inferiore a 15 mila euro. Non si tratta – sottolinea la paramentare – di una stravaganza: secondo il rapporto Eurispes, il 17,3 per cento dei proprietari deve rinunciare a cure o interventi chirurgici costosi sui propri animali. Tra gli over 65 che convivono con animali d’affezione, il 34% non sarebbe in grado di affrontare un’eventuale spesa veterinaria imprevista di mille euro, mentre il 45% dovrebbe pensarci bene prima di affrontarla”.
I palazzi della politica sono “duri d’orecchio – afferma l’on. Brambilla – finora i politici, salvo qualche luminosa eccezione, hanno considerato la tutela degli animali un tema di serie C. Perciò ho fondato il Movimento animalista, con un programma che include tra le priorità anche una riforma costituzionale che riconosca gli animali come esseri senzienti, portatori di diritti, perché l’esigenza di una maggior tutela degli animali sia recepita al più alto livello, l’inasprimento delle pene per chi li maltratta e li uccide, il divieto di sfruttarli a maggior ragione per divertimento o per alimentare l’industria del superfluo, la lotta al randagismo, il superamento dei divieti che limitano la libera circolazione con animali al seguito e, appunto, l’introduzione di un sistema agevolato per le cure veterinarie”.

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