Lettere

SIAMO ALLA FRUTTA

Pubblicata il 15 ottobre 2009

Mio caro Presidente, sono quasi dieci mesi che in Italia si assiste allo scempio politico – ideologico, nonché economico, che questo governo sta provocando, causando danni sia morali sia materiali al nostro paese.
Tutte le mattine prima di andare a lavoro do un’occhiata ai giornali e con mio grande dispiacere mi rendo conto che non c’è una volta, e ripeto una sola volta, che non si parli di discordanze all’interno della maggioranza. Non fanno altro che litigare sulla qualsiasi cosa, e mentre questi “signori della micropolitica” fanno i loro porci comodi, l’Europa ci guarda e si atterrisce e tutto il mondo si fa beffe di noi.
Penso sia ormai chiaro a tutti, anche a coloro che magari non godono di un eccezionale spirito di osservazione, che i “lor signori comunisti”, perchè purtroppo di comunisti si deve parlare, non hanno altro interesse che quello di mantenere la loro poltroncina, magari per soldi, sicuramente per poter disporre di una parte di potere che gli consenta di elargire favori ad amici e parenti.
È palese, spero a tutti, che questo “mezzo – governo” (in onore a Sciascia e ai suoi mezzi uomini) non abbia idee concrete per portare avanti in maniera dignitosa e razionale l’economia e i costumi di questo paese. Un giorno dicono di volere una cosa ma sono pronti a smentirla financo a ribaltarla, se vedono che la loro pregiatissima posizione possa essere messa in discussione. Si professano di sinistra ma fanno accordi con i democristiani per ottenere quel voto che gli consentirà di rimanere (speriamo per poco) appesi a quel filo che è oramai una matassa che difficilmente saranno in grado di sbrigliare.
Non hanno stile, preparazione, cognizione di causa su quello che vogliono o non vogliono fare.
Siamo in balia di un esercito comandato da scimmie dove il gorilla più grosso non ha neanche l’interesse ad essere rieletto, ma pensa solo a svendere l’Italia al più presto possibile per poter così fare gli interessi di chi rappresenta.
Siamo proprio alla frutta e mi creda signor Presidente NON SE NE PUÒ PIÙ!!!!
Placido