“La Pasqua è la Resurrezione, è la vita. Uccidere dei cuccioli innocenti e mangiarseli è una contraddizione inaccettabile. Ogni anno nel nostro Paese, con un picco all’avvicinarsi delle festività pasquali, si consuma una strage crudele di agnelli e capretti, per rendere omaggio ad una tradizione insensata”. Parole dell’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che fa appello al cuore e al sentimento degli italiani: “Rispettate la vita che nasce, risparmiate agnelli e capretti”.
Dietro le asettiche confezioni che mettono in vendita, c’è un mondo di dolore. “La sofferenza dei piccoli strappati alle madri, anche a 40 giorni di età – ricorda l’on. Brambilla – è davvero indicibile, difficile da immaginare e da descrivere. Li trasportano sui camion spesso per interminabili tragitti dall’Europa dell’Est, li conducono al macello approfittando dell’istinto del gregge, li rinchiudono in box mentre belano dal terrore, li stordiscono con scariche elettriche, li sgozzano e li appendono ai ganci per consentire il dissanguamento: tutto questo mentre gli ultimi arrivati assistono alla macellazione dei loro simili e intuiscono che faranno la stessa fine. Ecco perché dobbiamo imparare a rispettare la vita di tutte le creature e a maggior ragione dei cuccioli. Dobbiamo celebrare la festa della Resurrezione onorando la vita, dobbiamo imparare ad optare per un’alimentazione veg, anche nei giorni di festa e proprio perché sono giorni di festa”.
Non è un messaggio nuovo, ogni anno si ripete. “Ma poco a poco – conclude l’on. Brambilla – gli italiani hanno capito e manifestano la loro approvazione con la scelta nel carrello della spesa, dove agnelli e capretti uccisi sono sempre meno. Nonostante il continuo declino (si è passati da circa 812 mila tra agnelli e capretti macellati nel “picco pasquale” del 2010 ai circa 390 mila del 2024 e 342 mila del 2025), ancora oggi sono troppi gli innocenti “sacrificati” sull’altare di questa moda alimentare fondata sulla crudeltà, Tra agnelli, agnelloni, capretti e caprettoni, l’anno scorso hanno perso la vita 1,7 milioni di animali che a vivere avevano appena cominciato. Pensateci, quando vi preparate alla festa. Noi non ci fermeremo mai, presteremo sempre la nostra voce al silenzio degli innocenti”.



