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ADOTTATI IN ITALIA 36 TRA GREYHOUND E GALGOS

Pubblicata il 28 Settembre 2012

In Gran Bretagna e in Spagna avrebbero fatto una brutta fine, in Italia hanno trovato una casa: dopo il primo “affido” nel luglio scorso, 12 levrieri a pelo raso (i famosi greyhound), provenienti dall’Animal Welfare Sanctuary di Limerick e dal rifugio “Paws” (Irlanda), e 24 galgos in arrivo dal rifugio “Scooby Medina” (Spagna) saranno consegnati alle famiglie italiane adottanti dall’Associazione “Sos Levrieri”, aderente alla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente. La cerimonia avrà luogo domani dalle 11,00 al Ristorante Venus, in via Lambro sn a Macherio (MB). Presente l’ex ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Federazione, che ha preso a cuore la sorte di questi cani “discriminati” per la loro razza. Ci sarà anche la dr.ssa Elisabetta Ferro, coordinatore della clinica veterinaria presso il Dipartimento di Salute animale e sicurezza alimentare dell’Università degli Studi di Milano. Con il suo staff offrirà una prima “visita di controllo” e l’assistenza gratuita per il futuro a tutti i greyhound che tramite l’associazione SOS Levrieri troveranno una nuova vita presso le famiglie italiane.
I greyhound sono tra gli animali più veloci. Possono raggiungere rapidamente i 70 chilometri all’ora. Proprio per questo, nei paesi anglosassoni, ma non solo, sono utilizzati nei cinodromi. Nella sola Irlanda l’industria delle corse genera un giro d’affari di circa 500 milioni di euro. Ma quella dei levrieri non è una bella vita: tra il 14 e il 17 per cento dei cuccioli viene soppresso in giovane età perché inadatto alle corse, altri spariscono perché si mostrano lenti, si fanno male o semplicemente chiudono la loro breve carriera di corridori (a 4 anni circa) Secondo un’inchiesta della BBC, in media, ogni anno vengono ritirati circa 25.000 greyhound. Di questi solo alcune centinaia sono dati in adozione. In Inghilterra e in Irlanda, infatti, la legge considera i greyhound animali da reddito, per eludere le norme più severe dettate sugli animali d’affezione. I cani “inutili” sono soppressi. Se va bene, con una puntura. Altrimenti con metodi violenti ed illegali. I galgos invece sono normalmente utilizzati per la caccia alla lepre ed eliminati alla fine della stagione: gettati vivi nei pozzi, impiccati agli alberi, trascinati dalle auto, abbandonati nelle campagne con le zampe rotte.

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