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ADOTTATI IN ITALIA 5 GREYHOUND IRLANDESI, SFUGGITI AL RACKET DELLE CORSE. BRAMBILLA: “VIETARE COMPETIZIONI ASSURDE”

Pubblicata il 7 Luglio 2012

Sono in viaggio verso la loro nuova casa i 5 levrieri a pelo raso, provenienti dall’Animal Welfare Sanctuary di Limerick (Irlanda), adottati da altrettante famiglie italiane tramite l’associazione “SOS levrieri”. La cerimonia di consegna si è svolta questa mattina a Macherio (MB), con la partecipazione dell’ex ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, a cui la stessa associazione SOS Levrieri aderisce. I levrieri a pelo raso (o greyhound) sono animali tra i più veloci e possono raggiungere rapidamente i 70 chilometri all’ora.
Proprio per questo, nei paesi anglosassoni, e in Oriente, sono utilizzati nei cinodromi. Nella sola Irlanda l’industria delle corse genera un giro d’affari di circa 500 milioni di euro. Ma quella dei levrieri non è una bella vita: tra il 14 e il 17 per cento dei cuccioli viene soppresso in giovane età perché inadatto alle corse, altri spariscono perché si mostrano lenti, si fanno male o semplicemente chiudono la loro breve carriera di corridori (a 4 anni circa) Secondo un’inchiesta della BBC, in media, ogni anno vengono “ritirati” circa 25.000 greyhound. Di questi solo alcune centinaia sono dati in adozione. In Inghilterra e in Irlanda, infatti, la legge considera i greyhound animali da reddito, per eludere le norme più severe dettate sugli animali d’affezione. I cani “inutili” sono soppressi. Se va bene, con una puntura. Altrimenti con metodi violenti ed illegali.
Nell’aprile scorso, proprio a Limerick, è stata scoperta una cava con le carcasse di decine di cani uccisi anche a martellate. Ad una fine simile è sfuggito Teddy Boy, diciotto mesi, 29 chili di peso, pelo nero, abbandonato con il fratello Limo perché non idoneo alle corse. I due animali sono stati trovati in un canile gestito da un uomo molto violento. Erano lì, chiusi in box piccolissimi, in mezzo alle proprie deiezioni, percossi e terrorizzati, in attesa di essere eliminati perché non portavano reddito. Nel rifugio di Limerick sono stati curati, sverminati, vaccinati e sterilizzati, insomma, preparati per l’adozione. Teddy boy ha trovato una famiglia in Liguria, Limo è ancora in attesa. Altri greyhound arriveranno in Italia a settembre. “La Federazione – assicura Michela Vittoria Brambilla – è impegnata a fianco dell’Associazione SOS levrieri per aiutare questi dolci sfortunati animali, vittime inconsapevoli dell’avidità di uomini senza scrupoli. Anche in questo caso è la semplice appartenenza ad una razza a segnare, in peggio, il destino del cane. Nei paesi anglosassoni, per i Greyhound, infatti, non valgono le stesse tutele degli animali d’affezione e i maltrattamenti, sia a livello fisico che psicologico, ai quali sono sottoposti in nome del lucro e del profitto sono davvero inaccettabili. Queste assurde competizioni devono cessare per sempre”.

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