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ANAGRAFE CANINA, LA FEDERAZIONE ITALIANA ASSOCIAZIONI DIRITTI ANIMALI E AMBIENTE CHIEDE LA REITERAZIONE DELL’ORDINANZA

Pubblicata il 12 Gennaio 2013

. Lo chiedono – con una lettera al ministro della Salute Renato Balduzzi e al sottosegretario Adelfio Elio Cardinale – i presidenti delle associazioni animaliste aderenti alla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente (tra cui Enpa, Lav, Leidaa, Lndc, Oipa, Chiliamacisegua, Noi Animali Onlus, Sos Levrieri, Eolo a 4 Zampe, Amici Animali).

L’ordinanza – scrivono i firmatari – “chiarendo come l’inoculazione del microchip sia un atto medico veterinario, ha introdotto dal 2008, con conferma nel 2010 e nel 2012, l’obbligo della contestualità di identificazione e iscrizione in anagrafe e le innovative disposizioni che riguardano la produzione dei microchip”. Il testo “riveste un ruolo imprescindibile in termini di prevenzione dell’abbandono, di tracciabilità degli animali (tracciabilità che deve essere garantita anche ai sensi dell’articolo 12 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia) e di contrasto al fenomeno conosciuto come traffico di cuccioli dall’Europa dell’Est”. Inoltre, il provvedimento che sta per scadere e che, secondo gli animalisti, dovrebbe essere sostituito da una legge, “ha il merito di dettare regole per l’identificazione e l’iscrizione in anagrafe uguali per tutti, superando finalmente la disomogeneità nelle direttive sul territorio nazionale, e di prevedere che i cuccioli debbano essere identificati tramite l’inoculazione del microchip entro i due mesi di vita. Così, in diversi casi, si abbattono i tempi di identificazione e si facilita la tracciabilità dei cani dei quali è vietata la vendita se di età inferiore a 2 mesi e non identificati, una misura quest’ultima indispensabile per il loro benessere etologico”.

In attesa di una legge, “che ne ricalchi i contenuti e li renda non più vincolati a continue reiterazioni di provvedimenti a efficacia limitata nel tempo”, la Federazione chiede dunque, “per evitare dannosi vuoti normativi”, la reiterazione dell’ordinanza.

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