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BRAMBILLA ALLA GIORNATA MONDIALE CONTRO GREEN HILL E LA VIVISEZIONE

Pubblicata il 7 Maggio 2012

“Liberateci! Non siamo prodotti dal laboratorio ma dolci cagnolini che hanno il diritto di godere dell’amore di una famiglia. Proprio come tutti i cani. Non abbandonateci!” Lo chiedono i cinque cuccioli di beagle che oggi, in occasione della giornata mondiale di protesta contro l’allevamento Green Hill e contro la vivisezione, hanno registrato un videoappello nei giardini di via Palestro a Milano, in nome e per conto dei 2500 “fratelli” detenuti nel lager di Montichiari. ” A “tradurre” il messaggio – uggiolii e scodinzolamenti erano di facile interpretazione – ha pensato l’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, che si associa ai cuccioli e ai manifestanti di tutto il mondo nel chiedere la fine della sperimentazione sugli animali. “Non sono prodotti, come li chiamano i dirigenti di Green Hill – ha detto l’on. Brambilla mentre li ricopriva di baci e coccole – e non sono cavie da laboratorio, come li definiscono certi ricercatori. Sono solo dolcissimi cuccioli che hanno diritto alla vita e non devono terminare la propria esistenza tra atroci sofferenze, sui tavoli dei laboratori di vivisezione di mezza Europa”.

Il blitz del 28 aprile ha trasformato la vicenda Green Hill in un caso planetario. Oggi sono previste manifestazioni, sit-in e varie forme di protesta in almeno 35 città italiane e 40 straniere, da Praga a Katmandu, generalmente di fronte alle ambasciate o alle rappresentanze consolari italiane. “Confido che i colleghi del Senato vorranno ascoltare la voce che oggi si leva da ogni parte del mondo e vogliano dare corso alla rapida approvazione della legge comunitaria che all’art 14 contiene la norma che ho scritto e che comporterà la chiusura di Green Hill, “il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione su tutto il territorio nazionale” .La Camera dei deputati ha già licenziato il testo votando a larga maggioranza e, in quella sede, la norma Brambilla aveva ottenuto anche il parere favorevole dei ministeri della Salute e delle Politiche comunitarie oltre che di tutte le commissioni di merito. La lista delle città che ospiteranno le proteste è molto lunga. In Italia si tratta di Agropoli, Ancona, Bari, Benevento, Bologna, Brescia, Cagliari, Colleferro (Rm), Como, Ferrara, Finale Ligure (SV), Firenze, Genova, Gioia Tauro (RC), Ivrea (TO), Livorno, Massa, Messina, Milano, Napoli, Palagiano (TA), Palermo, Parma, Pisa, Pescara, Pordenone, Rimini, Roma, Soresina (CR), Torino, Treviso, Udine, Varese, Venezia e Viareggio (LC). Nel mondo sono previsti sit-in e dimostrazioni a Praga (Repubblica Ceca), Berlino, Monaco e Stoccarda (Germania), New York (Stati Uniti), Amsterdam (Paesi Bassi), Londra e Birmingham (Regno Unito), Parigi, Montpellier Marsiglia e Lione (Francia), Cracovia, Varsavia e Gdynia (Polonia), Bruxelles (Belgio), Madrid; Barcellona, Valencia, Saragozza e Bilbao (Spagna), Atene (Grecia), Montevideo (Uruguay), Pretoria e Città del Capo (SudAfrica), Adelaide (Australia), Cluj (Romania), Goteborg e Stoccolma (Svezia), Helsinki (finlandia), Herzliya (Israele), Vancouver (Canada), Giadalajara (Messico), Santiago del Cile (Cile). Lisbona (Portogallo), Buenos Aires e San Juan(Argentina), Lima (Perù) e Katmandu (Nepal).

 

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