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SONDAGGIO IPSOS: PER LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI LA CACCIA ANDREBBE VIETATA

Pubblicata il 4 Ottobre 2010

“L’88 per cento degli italiani ritiene “importante” che la politica intervenga a tutela degli animali, domestici o selvatici e che il nostro paese debba adeguarsi ad un più evoluto contesto europeo di tutela e rispetto nei loro confronti (77%). In generale la grande maggioranza degli intervistati (83%) è convinta che se in Italia ci fosse più rispetto per gli animali, l’immagine del nostro paese all’estero migliorerebbe.
Lo rileva il sondaggio “Gli italiani, il turismo, gli animali e la caccia” condotto da Ipsos, per conto del Ministero del Turismo, su un campione rappresentativo di mille interviste con il metodo CATI effettuate tra il 23 e il 24 ottobre. La ricerca è stata realizzata per valutare i benefici che un Italia maggiormente “Animal Friendly” potrebbe portare all’immagine nazionale ed al conseguente appeal turistico.
Solo il 9 per cento degli intervistati non ritiene importante che le istituzioni si occupino degli animali, mentre il 2 per cento risponde “non so”
“Il risultato – osserva il ministro del Turismo, On. Michela Vittoria Brambilla – conferma che certe battaglie sono condivise dalla stragrande maggioranza degli italiani, come ha avuto modo di sottolineare, nella lettera alle associazioni animaliste resa pubblica ieri, lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In particolare, difendere la natura e la biodiversità vuol dire tutelare un patrimonio dal valore inestimabile, che il mondo ci ha regalato in milioni e milioni di anni e di cui tutti noi dobbiamo essere custodi. Ecco perché il presidente del Consiglio ha voluto ringraziare, per l’importante lavoro che svolgono, le associazioni Enpa, Lipu, Animalisti italiani, Fare verde, Lav e Lega del Cane e allo stesso tempo ha inteso riaffermare l’impegno del governo per una maggiore tutela del patrimonio naturalistico”.
Il sondaggio realizzato da Ipsos dimostra poi come la stragrande maggioranza degli italiani (80%) ritenga la caccia un inutile crudeltà che andrebbe vietata o maggiormente regolamentata. Confrontando questo risultato con la serie storica di analoghe rilevazioni condotte dall’istituto di ricerca, si evidenzia come il fronte contrario alla caccia sia cresciuto di ben 3 punti in percentuale negli ultimi 18 mesi, confermando il cambiamento culturale che si è avviato anche in Italia. Rispetto all’ipotesi della totale abolizione della pratica venatoria, il 60% si dichiara favorevole mentre il 36% è contrario. Inoltre, la maggioranza degli intervistati è convinto che abolendo la caccia l’Italia migliorerebbe la sua immagine all’estero (63%) e che i cacciatori rappresentino una piccola parte della popolazione che, per il proprio divertimento, sta sterminando il patrimonio faunistico che appartiene a tutti gli italiani (61%).
Le misure di sicurezza sulla caccia a tutela dell’incolumità pubblica sono giudicate sufficienti solamente per il 15% degli intervistati, mentre il 76% è convinto che andrebbero aumentate. In particolare non rilasciando la licenza di caccia prima dei 21 anni e dopo i 70 (87% d’accordo), aumentando la distanza del divieto di caccia dalle case (85% d’accordo), vietando la caccia la domenica e nei giorni festivi in cui molte persone vanno in campagna e nei boschi (74% d’accordo) e limitando o riducendo la stagione di caccia (73% d’accordo). La stragrande maggioranza degli italiani ha, inoltre, manifestato la necessità di aumentare le specie di animali non cacciabili ( 78%) e di vietare la caccia agli uccelli migratori (82%). L’80% dei cittadini sarebbe, inoltre, d’accordo con la proposta di vietare l’accesso dei cacciatori ai terreni privati per l’esercizio dell’attività venatoria.
Infine, emerge chiaramente come la pratica venatoria impatti negativamente sul turismo: l’80% degli intervistati dichiara che avrebbe paura a fare escursioni nei boschi nei periodi di apertura della stagione di caccia, mostrando che l’offerta di turismo-natura in quei periodi risulta penalizzata.
“E’ dovere delle istituzioni ascoltare la voce dei cittadini e tradurre le loro richieste in politiche concrete – conclude il Ministro Brambilla – Pertanto, intendo farmi interprete con sempre maggiore vigore del sentimento di amore e rispetto degli animali e dei loro diritti proprio della stragrande maggioranza degli italiani, con la consapevolezza che ne trarranno grande beneficio anche l’immagine del Paese all’estero ed il suo conseguente appeal turistico oltre che la conservazione del nostro meraviglioso patrimonio naturalistico e della biodiversità “.

Sondaggio Ipsos: “Gli italiani, il turismo, gli animali e la caccia”

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