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CIRCHI, BRAMBILLA: FAVORIRE LA RICONVERSIONE DELLE IMPRESE PER UNO SPETTACOLO SENZA ANIMALI

Pubblicata il 1 Dicembre 2012

“Nonostante gli sforzi, degni di miglior causa, di chi insiste nel voler sfruttare, umiliare e privare della propria dignità altri esseri viventi, il circo con animali ha fatto il suo tempo ed è messo in discussione dall’opinione pubblica di moltissimi Paesi nel mondo. Ci sono operatori circensi che hanno saputo interpretare il cambiamento e si sono adeguati, altri che, inspiegabilmente, si ostinano a lucrare sulla pelle e la sofferenza degli animali. Politici ed amministratori locali non possono restare a guardare, ma ciascuno per la sua parte devono favorire la riconversione dei circhi per uno spettacolo senza più animali, come sta avvenendo nella maggior parte d’Europa”. Lo sottolinea l’ex ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, dichiarando la propria adesione all’odierna manifestazione contro i circhi con animali, “Scateniamo il divertimento”, organizzata a Roma da Animal amnesty e dal Coordinamento antispecista.
“La manifestazione di oggi -prosegue l’on. Brambilla – è un’ottima occasione per rilanciare la nostra richiesta al governo di bloccare per legge i fondi pubblici ai circhi con animali. Nel frattempo, chiediamo al ministro dei Beni culturali di introdurre tra i criteri preferenziali per l’erogazione dei contributi pubblici l’offerta di spettacoli realizzati senza sfruttare animali. Modificando tempestivamente in questo senso il decreto ministeriale che regola la materia, si potrebbe dare subito, fin dalla prossima ripartizione dei fondi, un importante segnale all’opinione pubblica, ostile all’utilizzo di animali nel circo. Come ribadito, di recente, dal Rapporto Italia 2011 dell’Eurispes, secondo il quale “solo il 10,1 per cento degli intervistati giudica positivamente l’utilizzo degli animali all’interno degli spettacoli circensi”. Inoltre – aggiunge – non è sufficiente la decadenza dal contributo in caso di condanna definitiva per reati contro gli animali o la violazione di norme statali o europee a protezione degli stessi, attualmente già prevista. Bisogna chiarire bene che l’erogazione va sospesa cautelativamente fin dal rinvio a giudizio”.
“Ai sindaci, costretti da una legge del 1968, a riservare spazi ai tendoni dei circhi, chiediamo invece – conclude Michela Vittoria Brambilla – di adottare ordinanze o regolamenti comunali il più possibile restrittivi. La Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente ha messo a punto un esempio di regolamento-tipo che mettiamo volentieri a disposizione di tutte le amministrazioni comunali”.

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