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CIRCHI, ON.BRAMBILLA: “IL PARLAMENTO ASCOLTI IL PAESE E VIETI SUBITO L’UTILIZZO DI ANIMALI, COME DA MIA PROPOSTA DI LEGGE”

Pubblicata il 1 Febbraio 2016

“Il Parlamento ascolti la voce del Paese e prenda subito in esame la mia proposta di legge per vietare lo sfruttamento degli animali nei circhi”. Lo chiede l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente commentando il dato contenuto nell’ultima edizione del rapporto Eurispes, presentato nei giorni scorsi, secondo la quale il 71,4 per cento degli italiani è contrario all’utilizzo di animali sotto i tendoni.

Negli ultimi anni, sottolinea l’ex ministro, “non è cresciuta soltanto la sensibilità dell’opinione pubblica, ma anche quella della magistratura, che è intervenuta più volte per porre fine a palesi maltrattamenti, e degli amministratori locali, che farebbero volentieri a meno dei circhi con animali ma sono ancora “frenati” da un’anacronistica legge del 1968”. In una ventina di paesi europei già vige un bando totale (Austria, Grecia, Cipro, Malta) o parziale (tra gli altri Croazia, Slovenia, Polonia, Portogallo, Olanda) degli animali nei circhi, oltre 50 autorità locali hanno preso la stessa decisione in Spagna e 200 nel Regno Unito, dove una risoluzione parlamentare impegna il governo a vietarne l’impiego. “Invece lo Stato italiano – ricorda l’ex ministro – non solo tollera l’addestramento crudele, la sofferenza e i maltrattamenti cui sono sottoposti gli animali del circo, ma ancora finanzia i circhi e lo spettacolo viaggiante (2,6 milioni di euro) senza distinguere tra spettacoli con o senza animali”.

Secondo le stime più autorevoli, nei circhi italiani vivono (si fa per dire) circa 2mila animali, tra cui oltre 200 grandi felini, 50 elefanti, 20 ippopotami, 20 mammiferi marini, nove rinoceronti, e poi cammelli, dromedari, bovidi ed equidi. “Nel mio testo – spiega l’on. Brambilla – propongo di introdurre un divieto che diventerebbe effettivo entro due anni. Nel frattempo, con l’ausilio di un commissario governativo, si potrebbero completare le procedure per la liberazione degli animali e il loro “pensionamento” in rifugi appositamente individuati. Si tratta di misure di civiltà che non possono più farsi attendere”.

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