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DA YULIN AI “BOK NAL” COREANI: L’ON. BRAMBILLA, PARTNER PER L’ITALIA DI WORLD DOG ALLIANCE, PRESENTA A MESTRE “MANGIARE LA FELICITA’”, IL FILM DEL CINESE GENLIN SUL MERCATO DELLA CARNE DI CANE. L’EX MINISTRO: “SPERO DI VEDERLO ALLA MOSTRA DI VENEZIA”

Pubblicata il 9 Luglio 2015

“La Mostra del cinema ha l’opportunità di richiamare l’attenzione del mondo intero sulla strage di cani macellati e mangiati in Asia, si stima circa 30 milioni l’anno. Spero che questa opportunità non vada perduta”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA), presentando a Mestre il trailer del primo film dedicato al traffico e al consumo di carne di cane in Estremo Oriente: “Eating Happiness – Mangiare la felicità” del cinese Genlin, iscritto alla prossima Mostra del Cinema di Venezia. E’ il primo atto della “sinergia” tra Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, la cinese World Dog Alliance (WDA) e la statunitense Humane Society International impegnate in prima linea contro il consumo di carne di cane. Della WDA l’ex ministro del Turismo diventa portavoce e rappresentante per l’Italia.

In effetti non c’è solo il famigerato “festival della carne di cane di Yulin (Cina), che ha luogo ad ogni solstizio d’estate e di cui i media occidentali hanno parlato ampiamente. La mattanza del “miglior amico dell’uomo” da parte del “peggior nemico del cane” raggiunge il picco stagionale tra luglio e agosto in Corea del Sud, con i “Bok Nal”, i “giorni del cane”, quando un numero imprecisato, ma elevatissimo, di quattrozampe finisce, dopo aver subito abusi e torture, nelle pentole o sugli spiedi. “L’Occidente – afferma l’on. Brambilla – sa troppo poco di ciò che accade ai cani (e ai gatti) in Cina, Corea del Sud e Vietnam. Genlin, per la prima volta, ce lo racconta con il mezzo espressivo più efficace, le immagini, e denunciando dal punto di vista di un orientale le pratiche, le superstizioni, la violenza e i traffici criminali che alimentano un business dalle dimensioni imponenti. Secondo World Dog Alliance, 30 milioni di cani all’anno sono macellati, cotti e mangiati. Circa 70 su cento sono animali da compagnia sottratti alle famiglie. Con questo film compie un salto di qualità anche l’impegno delle associazioni protezionistiche che da tempo chiedono ai governi cinese, coreano e vietnamita di mettere al bando il consumo di carne di cane, non per un’imposizione dall’alto, ma perché è in atto un grande cambiamento: le società si modernizzano, le superstizioni arretrano, il cane sempre più è considerato un amico e un compagno di vita, non un manicaretto. Noi italiani, si sa, amiamo molto i cani e gli animali domestici e possiamo dare grande impulso ad una buona causa. La Mostra del Cinema di Venezia è una manifestazione culturale prestigiosa, che ora ha l’opportunità di richiamare l’attenzione del mondo intero sulla strage di cani in Oriente. Spero che questa opportunità non vada perduta, spero di vedere “Eating Happiness” a Venezia, spero che la mobilitazione internazionale dia presto i suoi frutti”.

Nel frattempo bisogna fare i conti con la realtà. “Chi conosce le culture dell’Estremo Oriente – prosegue l’on. Brambilla – assicura che i “Bok Nal” in Corea del Sud (quest’anno cadono il 13 luglio, il 23 luglio e il 1 agosto) fanno impallidire il terribile “Festival” di Yulin. Secondo il calendario lunare sono i più caldi dell’anno, nei quali (ma la “prescrizione” vale per tutta la parte centrale della stagione estiva) si mangia un alimento che, stando alla superstizione locale, rinfresca e rinvigorisce: la carne di cane, in zuppa o arrosto. Non si sa esattamente quanti animali perdono la vita, ma stime prudenziali su internet parlano di uno o due milioni, sottratti alle case, catturati per strada, trasportati dai villaggi o dagli allevamenti in condizioni igieniche spaventose, spesso torturati (alcuni credono che la carne così diventi più buona) e macellati con metodi crudeli. Purtroppo la tradizione è ben radicata ma noi tutti dobbiamo esercitare pressione sulle autorità locali affinché modifichino le normative vietando il consumo di carne di cane, unitamente ad aiutare le associazioni animaliste e gli attivisti locali a salvare il maggior numero possibile di cani, per lo più acquistandoli dai loro aguzzini”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Simon Kwok, vicepresidente di World Dog Alliance, e Simone Furlan, riferimento in Veneto per l’associazione dell’ex ministro. “In Asia – ricorda ancora Kwok – vengono mangiati 30 milioni di cani l’anno, il 70 per cento dei quali sono animali da compagnia sottratti alle famiglie. Il principale obiettivo della WDA, che può contare sul supporto della Humane society degli Stati Uniti e internazionale, è esercitare pressione sui governi asiatici perché mettano fuori legge il consumo di carne di cane”. Furlan spiega di sostenere “con profonda condivisione” la battaglia promossa dall’on. Brambilla e dalla Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, di cui faccio parte. “Credo – continua – che tutti gli animali siano “esseri” speciali che danno tutto senza chiedere niente in cambio. Nella nostra casa c’è un bulldog francese di nome Gigi che per me e mia moglie è come un figlio. Perciò ritengo aberrante l’usanza di consumare carne di cane e trovo giusto che sia combattuta con ogni mezzo lecito e senza aver paura di schierarsi in prima linea. All’alba del terzo millennio, non possiamo accettare usanze così crudeli e contrarie al progresso sociale che dobbiamo perseguire”.

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