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BRAMBILLA: “IL VIDEO DELLA TIGRE SALVATA DA UN TRISTE DESTINO, UN SIMBOLO DELLA BATTAGLIA CONTRO I CIRCHI”

Pubblicata il 3 Luglio 2011

«E’ un animale meraviglioso, a cui voglio un bene grandissimo, salvato da un triste destino. Che ora però può diventare un simbolo della battaglia che va combattuta in difesa non solo degli animali che vivono nelle nostre case, ma di tutti, e contribuire ad avvicinare la sensibilità collettiva anche ai problemi di questi animali così poco conosciuti».

Il ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, commenta così, in un’intervista pubblicata oggi su “Il Giornale”, le immagini che la riprendono mentre gioca con una maestosa tigre con la tranquillità con cui si potrebbe scherzare con il languido gatto di casa. Il video, pubblicato sul sito del quotidiano, che é riuscito a scovarlo, ha fatto il giro del mondo. Rimbalzando tra telegiornali, pagine web di quotidiani, siti animalisti. E suscitando ovunque commenti ammirati per la bellezza della tigre, il coraggio della ministra e l’intensità quasi amorosa del rapporto, che mostra una confidenza incredibile.

«Sono orgogliosa del fatto che – prosegue il ministro – grazie anche all’azione delle nostre ottime associazioni animaliste, in particolare Enpa e Lega del Cane, siamo riusciti a innescare un meccanismo che ha portato a cambiare i modelli di comportamento nei confronti degli animali domestici, a imporre una nuova cultura che interpreta ogni giorno di più l’amore che abbiamo nei loro confronti. Ma le stesse tutele devono essere estese a tutti gli animali, perché nascono uguali davanti alla vita. Una mucca, un maiale o una tigre devono essere rispettati e protetti quanto il nostro cagnolino».

Il ministro Brambilla entra quindi nel merito della sua battaglia contro i circhi e spiega: «Con la deputata Gabriella Giammanco, membro del nostro comitato ministeriale per la creazione di un’Italia “animal friendly”, e con il prezioso aiuto della Lav, abbiamo depositato una proposta di legge per la dismissione graduale dell’uso degli animali dei circhi. Io ho un bambino di 5 anni e non lo porterò mai a vedere un circo che utilizzi gli animali, costretti ad addestramenti con la frusta, a torture anche psicologiche, a una vita itinerante. E guardi che questa proposta, che si ispira a principi etici, non vuole affossare lo spettacolo circense: alcuni circhi contemporanei, pensiamo al Cirque du Soleil, offrono show impressionanti e meravigliosi, caratterizzati da artisti che sfidano i loro limiti e mostrano la loro abilità frutto di un duro e volontario allenamento. Ma gli animali non scelgono di esibirsi, non scelgono di allenarsi e di vivere in una gabbia in giro per il mondo».

E proprio perché non ci sono però solo i circhi a maltrattare gli animali, Michela Vittoria Branbilla ha dato vita assieme a Umberto Veronesi a un movimento che si chiama ‘La coscienza degli animali’, con un manifesto sottoscritto già da più di 125mila persone, in cui si intende contrastare ogni forma di maltrattamento nei confronti di tutte le creature viventi,«dall’abbandono di Fido alla caccia, dal loro utilizzo per esperimenti di laboratorio agli zoo vecchia maniera, dalle pellicce allo sfruttamento degli animali da carne, che fanno una vita e una morte atroce. Pensiamo solo alla strage degli agnelli e dei capretti a Pasqua. Come è noto io non mangio carne, perché penso che non si possa dire: amo gli animali, ma ogni tanto ne mangio qualcuno…».

 

 

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