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BRAMBILLA: “CHI MANGIA CARNE SAPPIA COME SONO TRASPORTATI, ALLEVATI ED UCCISI GLI ANIMALI”

Pubblicata il 3 Giugno 2011

“Sono vegetariana ma non posso né voglio imporre a nessuno la mia scelta etica. Chi mangia carne deve però essere consapevole, deve sapere in quali terribili condizioni sono allevati, trasportati ed uccisi gli animali di cui si nutre. E deve conoscere quali livelli di sofferenze ed atrocità si nascondano dietro il cibo che quotidianamente consuma”.

Lo ha detto oggi il ministro del Turismo, On. Michela Vittoria Brambilla, durante la terza giornata di approfondimento organizzata dai fondatori del movimento “La coscienza degli animali” (il ministro Brambilla e il professor Umberto Veronesi) con la partecipazione di numerose personalità del mondo della cultura e delle professioni che hanno aderito come garanti al Manifesto omonimo (sottoscritto su www.lacoscienzadeglianimali.it da oltre 130 mila cittadini): Margherita Hack, Susanna Tamaro, Dacia Maraini, Vittorio Feltri, Don Luigi Lorenzetti, Franco Zeffirelli, Maurizio Costanzo, Franco Bergamaschi e Antoine Goetschel. Alla platea, riunita nel palazzo di via del Vivaio 7 a Milano, è stato mostrato un filmato “verità”, girato all’interno di allevamenti intensivi e macelli di animali da carne, che ha colpito al cuore i presenti. “Immagini come queste – ha commentato Michela Vittoria Brambilla – ci dimostrano come, troppe volte, l’uomo sia veramente l’animale più crudele”.

“Noi vogliamo che da questa terza giornata esca un messaggio importante – ha proseguito il ministro Brambilla – il fatto che una mucca, un maiale, una gallina o una tigre e un elefante devono essere tutelati e rispettati proprio come il cane e il gatto di casa, perché gli animali nascono uguali davanti alla vita ed è la vita il loro primo diritto. Per questa ragione essi non devono essere uccisi per finire sulla nostra tavola o per vestirci di macabre pellicce, e non devono essere sfruttati o maltrattati per divertire il pubblico nei circhi o nelle tante feste popolari che ancora non hanno adeguato le proprie tradizioni ad un mutato sentimento di amore e rispetto per gli animali e per i loro diritti che si è affermato nel nostro paese”.

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