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GREEN HILL, ANIMALISTI IN PIAZZA PER SOSTENERE LA NORMA CHE CHIUDE IL CANILE-LAGER

Pubblicata il 20 Marzo 2012

“Salviamo l’articolo 14: sulla vivisezione non prevalgano le ragioni delle multinazionali e dei mercanti di morte, con i loro accordi sottobanco”.
Le principali associazioni che tutelano i diritti degli animali – ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), LAV (Lega Anti Vivisezione), LNDC (Lega Nazionale per la Difesa del Cane), LEIDAA (Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente), OIPA (Organizzazione Italiana Protezione Animali) – ed il comitato spontaneo “Occupy Green Hill”, sono scesi oggi in piazza, davanti al Pantheon, per fare nomi e cognomi dei senatori della Commissione Politiche Comunitarie sensibili al “canto” delle multinazionali e delle loro lobby e quindi pronti a modificare il testo dell’art.14 della legge comunitaria 2011 licenziato dalla Camera, che vieta, tra l’altro, di eseguire esperimenti su animali senza anestesia e di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati alla vivisezione. Nel mirino soprattutto la presidente della commissione Politiche dell’Unione europea, Rossana Boldi (Lega) e il relatore Roberto Di Giovan Paolo (Pd). I due senatori avrebbero infatti annunciato il loro assenso ad un emendamento aggiuntivo, in calce all’art.14, che in pratica consentirebbe di superare le restrizioni introdotte durante il passaggio alla Camera e impedirebbe anche la chiusura di Green Hill.
“Non possiamo permettere – affermano le associazioni animaliste – che per difendere i loro grandi interessi economici, lobby potentissime si mettano d’accordo sottobanco con una certa parte della politica, infischiandosene della volontà della stragrande maggioranza degli italiani. Gli italiani non vogliono che canili-lager come Green Hill continuino ad operare. Come vogliono fermare i traffici di macachi di Harlan. Ci risulta invece che presidente e relatore della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato intendano manipolare il testo licenziato dalla Camera, introducendo alla fine dell’articolo un’ultima “lettera” che darà il permesso di derogare a tutto, così che nulla cambi. Sarebbe un esempio di cattiva politica, che mette gli interessi economici delle multinazionali davanti a quelli dei cittadini, ostacolando lo sviluppo di una ricerca eticamente accettabile e soprattutto più sicura per l’uomo. Un accordo sottobanco stretto contro la volontà degli italiani e dello stesso ministro della salute Renato Balduzzi, schieratosi pubblicamente per la chiusura di Green Hill, oltre che contro i pareri favorevoli all’articolo 14 formulati dal governo e dalle commissioni che lo hanno già esaminato.
In particolare, aggiungono le associazioni, questo “colpo di mano”rappresenta una vera e propria invasione nel campo della commissione di merito, la commissione Igiene e Sanità, che ha già dato il suo parere lo scorso 29 febbraio scorso appoggiando integralmente il testo uscito dalla Camera, confermandone tutte le previsioni. A questo punto ci chiediamo:vorranno i senatori ignorare la volontà popolare e prendersi la responsabilità di alimentare ancora certi traffici di morte?

 

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