Vai a: COPERTINA, POLITICA.

Difendere l'ambiente
e gli animali, vuol dire
scrivere i primi articoli
di un nuovo trattato di pace
tra gli uomini e la Terra.

Attività

GREEN HILL, BRAMBILLA: “GLI INTERESSI DELLE MULTINAZIONALI E DELLE LOBBY CHE LE TUTELANO NON DEVONO PIÙ ESSERE ANTEPOSTI A QUELLI DEI CITTADINI”

Pubblicata il 21 Marzo 2012
“Sono anni che le multinazionali e le loro potentissime lobby mettono in campo tutte le loro ingenti risorse per difendere i propri interessi economici  legati alla vivisezione. Ma questi interessi non possono più essere anteposti a quelli dei cittadini e della collettività”.Così l’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, commenta le voci sul possibile “colpo di mano” vivisezionista ai danni dell’ articolo della comunitaria 2011 con la norma, introdotta su sua iniziativa, che vieta l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio nazionale.
“Solo il peso di enormi interessi economici – afferma l’on. Brambilla – può spiegare l’accanimento con cui certa parte del mondo scientifico si arrocca dietro un’anacronistica difesa della vivisezione, non soltanto ignorando i diritti degli animali ma ostacolando l’applicazione, l’affermazione e lo sviluppo di metodi alternativi fondati sulle colture di cellule umane e quindi più sicuri per la nostra salute. Quando leggo o sento dire, anche da autorevoli scienziati italiani, che la sperimentazione sugli animali è assolutamente necessaria per la salute umana, mi rendo conto di come i cittadini siano stati presi in giro per troppi anni. Forse non tutti, infatti,  sanno che il 92 per cento dei farmaci che risultano innocui sugli animali sono poi scartati durante le prove cliniche sull’uomo (“Pubmed”, Gran Bretagna). Che secondo Ralph Heywood, ex direttore del centro di ricerca Huntington Life Sciences, la percentuale di coincidenza tra le reazioni dell’animale e quelle dell’uomo varia tra il 5 e il 25 per cento. Che raggiunge l’82 per cento la quota di medici inglesi preoccupati per i danni prodotti dalla sperimentazione animale (studio di TNS Healthcare). Che le risposte dei test eseguiti sui topi rispetto a quelle fornite dai ratti, loro stretti parenti, differiscono nel 60 per cento dei casi: figuriamoci la differenza fra uomini e topi. Che dei 100 vaccini anti-Aids elaborati avvalendosi della sperimentazione sulle scimmie non uno è stato applicato all’uomo”.
“Ecco perché – prosegue Michela Vittoria Brambilla – non possiamo permettere che i soliti noti abbiano ancora una volta mano libera. Ne va del benessere degli animali, di un sano progresso scientifico e della nostra salute. Gli interessi economici di certe multinazionali e delle lobby che le tutelano, non possono più prevalere su quelli dei cittadini e della collettività. Io – conclude – credo nella buona politica, quella che interpreta fino in fondo la volontà dei cittadini. Per questa ragione- non posso pensare che qualcuno intenda assumersi la responsabilità di impedire la chiusura di Green Hill e di confermare il via libera a questi traffici di morte, quando gli italiani chiedono a gran voce il contrario”.

Rassegne stampa

siti amici