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Attività

I CIRCOLI NEL POPOLO DELLA LIBERTÀ

Pubblicata il 27 Aprile 2009

Cari amici, come per tutti voi anche per me questi sono giorni davvero speciali.
Quel Popolo della Libertà, nato da tempo nei cuori di milioni di persone, ha finalmente una sua struttura ufficiale. Tutti insieme siamo compagni di un viaggio che ci riempie di entusiasmo e che ci porterà lontano.
Abbiamo la fortuna, il privilegio ma anche l’enorme responsabilità, di vivere da protagonisti, giorno per giorno, la realizzazione di questo sogno, che si chiama Popolo della Libertà.
E sappiamo bene come, in politica, sia difficile che quel che si sogna possa poi avverarsi.
Mentre noi, oggi, siamo qui per parlare solo di fatti reali e di certezze: un grande partito, il più grande che abbia mai avuto l’Italia repubblicana, in grado di imprimere una svolta radicale alla politica di questo Paese.
Sono giorni doppiamente speciali ed irripetibili, soprattutto per chi come me ha deciso di entrare in politica proprio perché convinto che questo fosse il disegno giusto, l’unico possibile per cambiare finalmente il corso della politica e della storia di questo Paese.
Una politica che era divenuta talmente stantia, ingessata e autoreferenziale, da non consentire più nessuna delle riforme di cui questo Paese avesse bisogno per poter tornare a guardare con ottimismo al proprio futuro.
Tutti noi abbiamo potuto misurare l’irritazione ormai giunta all’apice che aveva creato, tra i cittadini, la disastrosa gestione dello Stato da parte del governo delle sinistre: un compendio di pressappochismo e di ideologie che stava portando alla paralisi non solo la politica ma l’intero Paese.
L’avere ora finalmente dato identità, voce e reale rappresentanza ai cittadini e l’aver modificato strutturalmente anche il sistema dei partiti sono un fatto politico di assoluta rilevanza.
Ora, con il Popolo della Libertà, niente sarà più come prima.
E si mettano pure il cuore in pace i nostri avversari, perché oggi la società civile non accetterebbe più salti all’indietro, ripescaggi della vecchia politica, non accetterebbe più un sistema dei partiti diverso da quello che ora, con noi, si è finalmente strutturato e che è in grado di portare questo Paese nell’alveo delle più moderne democrazie occidentali.
Parlo di democrazie nelle quali i diritti del cittadino sono, per le Istituzioni, il più importante punto di riferimento. Parlo di democrazie nelle quali il liberalismo è un valore inoppugnabile, come lo sono il mercato, la sicurezza, la dignità della persona.
Parlo di democrazie nelle quali i costumi, le leggi, le tradizioni, la cultura e l’identità religiosa sono anch’essi insostituibili valori che lo Stato deve tutelare e difendere.
Come ora diventano un valore primario anche le riforme, perché l’Italia non sia più penalizzata da un sistema politico e da istituzioni logore o inefficienti e da un disastrato apparato pubblico.
Non sarà più così, perché con il Popolo della Libertà si è messo in moto un processo di ormai inarrestabile cambiamento.
E vorrei concludere ringraziando il presidente Berlusconi per aver voluto affidarmi, nel Governo, la responsabilità di un settore di grande importanza per lo sviluppo di questo Paese, quale è certamente il turismo.
Vorrei dirvi che sto facendo di tutto per ridare forza, vitalità, slancio e strutture alla prima industria del nostro Paese che, per troppi anni, è stata lasciata abbandonata a se stessa.
Il turismo è un settore che produce più del 10 per cento del nostro prodotto interno lordo e garantisce occupazione a quasi 3 milioni di italiani. Ma certo è un motore che per funzionare ha bisogno di una politica nazionale, di una programmazione di sistema, di strategie innovative, cioè di tutto quello che è oggi indispensabile per restare competitivi nei confronti di Paesi che, a differenza del nostro, hanno da tempo compreso la necessità di supportare il sistema d’offerta turistica con politiche, strutture e risorse adeguate.
E, oggi, poi, l’ industria del turismo è stata messa in grave difficoltà anche da colpevoli fattori che hanno creato danni enormi alla nostra immagine, come il disastro dei rifiuti di Napoli, disastro che questo Governo ha avuto la capacità di affrontare e risolvere.
Ma il risultato di tutti questi errori passati è stato certificato alla fine dello scorso anno. I dati parlano chiaro: nel 2008 il nostro turismo ha perso 4 miliardi di fatturato, ed ha privato del posto di lavoro più di 40 mila persone.
La responsabilità di chi ci ha lasciato questa disastrosa eredità è enorme. Tuttavia desidero dirvi che è ferma volontà di questo Governo invertire decisamente la rotta e dare finalmente vita ad una politica nazionale del turismo, insieme alla Regioni e a tutti gli enti locali, realizzando una vera programmazione di sistema, insieme a tutte le istituzioni ministeriali che con il turismo abbiano punti d’incontro.
Si tratta di una svolta di cui il nostro Paese ha assoluto bisogno per tornare ad essere competitivo sui mercati internazionali e nello stesso tempo per produrre quel valore aggiunto di risorse che oggi sono indispensabili alla nostra economia, per fronteggiare la crisi economica e per meglio strutturare quelli che sono i nostri veri asset di sviluppo futuro.
Cominciare davvero a fare sistema per aumentare la competitività del nostro turismo è, certamente, una delle riforme più urgenti che la politica di questo Governo andrà oggi a realizzare.
Il perché è evidente: il nostro sistema di offerta turistica è potenzialmente in grado di produrre quel valore aggiunto di risorse di cui l’Italia ha estremo bisogno per superare la crisi e per guardare con maggiore ottimismo al futuro, attingendo ad un bacino di domanda turistica che, dal 1950 ad oggi, è cresciuto in misura esponenziale.
A quel tempo erano soltanto 26 milioni i turisti in giro per il mondo e, in gran parte, venivano nel nostro Paese. Oggi, le stime più recenti prevedono che, il prossimo anno, saranno circa 1 miliardo i turisti che si metteranno in viaggio per il pianeta. Dunque una enorme crescita.
E l’Italia ha tutte le potenzialità per intercettare una grande parte di questi flussi, ma deve attivarsi, senza perdere un attimo di tempo, per potenziare, con lungimiranza e determinazione la sua offerta turistica.
Si tratta della voce dell’economia che, nel mondo, ha avuto, in questi anni, il maggiore incremento in assoluto. Non possiamo permetterci di perdere quest’opportunità.
Abbiamo un patrimonio di eccellenze straordinario. Oltre alle celebrate città d’arte, ogni angolo d’Italia è fatto di storia, cultura, architettura, segni di passate civiltà, paesaggio, enogastronomia, mare, montagne, laghi, castelli, chiese, dimore storiche, terme, design, stile italiano che non ha eguali. Un potenziale di offerta turistica e di ricchezza enorme che era e continua ad essere unico: il primo al mondo.
Se, in passato, avessimo attuato strategie adeguate, oggi il turismo italiano sarebbe già forse in grado di produrre almeno il 18% del nostro prodotto interno lordo, proprio come è accaduto in Spagna.
Ma adesso si volta pagina. Del resto, le finalità che questo Governo intende perseguire con forza sono proprio la modernizzazione della macchina pubblica, una maggiore razionalizzazione dei suoi apparati e una politica che, attraverso una programmazione di sistema, valorizzi e renda sempre più competitivi gli asset su cui oggi può far leva la nostra economia.
Tra questi il turismo giocherà un ruolo da protagonista. Non solo nell’attrarre e mantenere flussi turistici entro i confini nazionali – obiettivo che rimane comunque prioritario – ma anche attraverso una rinnovata attrazione di investimenti.
L’industria del turismo può e deve diventare il volano per la nostra economia.
Quindi io, qui, oggi, davanti a voi, rinnovo tutto il mio impegno, nell’interesse della nostra meravigliosa Italia e degli italiani. Il nostro Paese coglierà questa grande opportunità. E posso dirvi che non considererò assolto il mio mandato fino a che questo non sarà avvenuto.
Vi ringrazio.

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