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TAGLI AD UNA SPESA PUBBLICA NON PIU’ SOSTENIBILE

Pubblicata il 22 Aprile 2010

Di seguito il testo del messaggio inviato sabato 5 giugno dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ai Promotori della Libertà:

Care amiche, cari amici che vi fregiate del titolo di Promotori della Libertà e credo che dobbiate convenire con me che è qualcosa che ti fa sentire importante, che ti fa sentire inserito in una battaglia appunto di libertà per la promozione della quale dobbiamo tutti insieme lottare perché, ricordiamocelo, questa libertà è tutti i giorni messa in dubbio dall’oppressione fiscale, dall’oppressione tributaria, dall’oppressione giudiziaria.

Bene, Cari amici, cari Promotori della Libertà,

da oggi vi siete impegnati con i vostri gazebo per spiegare a tutti i nostri concittadini l’importanza della manovra economica che abbiamo varato e l’abbiamo varata anche in ottemperanza a quelle che sono state le richieste dell’Unione Europea.

Grazie per questo vostro impegno, complimenti, complimenti di cuore.

Quanto a questa manovra, era indispensabile mettere subito in sicurezza i nostri conti pubblici e dare un forte segnale ai mercati di quella che è la determinazione del nostro governo di affrontare e risolvere alcuni dei problemi che ostacolano la ripresa della nostra economia che tuttavia, dobbiamo dirlo, alto, chiaro, va meglio di come sostiene la sinistra.

Nel primo trimestre di quest’anno il prodotto interno italiano è stato quello che, in Europa, ha avuto il maggiore tasso di crescita: un più 0,5 per cento contro lo 0,1 per cento della Francia, lo 0,2 per cento della Germania e lo 0,3 per cento della Gran Bretagna.

Questo è un segno indiscutibile che ci stiamo muovendo bene, che ci stiamo muovendo con energia su tutti i fronti.

E, d’altro canto, tutte le autorità monetarie internazionali hanno riconosciuto la tempestività e l’adeguatezza della nostra manovra.

Che è una manovra di 24,9 miliardi di euro, 25 miliardi di euro, che, in due anni, riporterà il deficit sotto il tre per cento del nostro pil che è quanto impongono le esigenze di stabilità del nostro sistema economico.

Spiegando tutta questa manovra sarete in mezzo alla gente e vedrete che stare in mezzo alla gente, sentire il parere della gente sarà interessante, sarà divertente e sarà anche un arricchimento personale.

Torniamo alla manovra. Per realizzare questo obbiettivo di scendere sotto il 3 per cento è necessario primo ridurre la spesa pubblica; secondo è altrettanto importante avviare riforme che possano rendere strutturale questo contenimento della spesa pubblica, che cioè non si esaurisca nei due anni previsti; terzo è necessario rafforzare la lotta all’evasione fiscale che troppe risorse sottrae al nostro erario e costringe i cittadini che pagano le tasse a pagare delle tasse troppo alte.

Altri, non noi, – e sappiamo fin troppo bene chi siano questi altri- di fronte a questa situazione che non è facile certamente avrebbero traccheggiato gettandosi alle spalle questi problemi come, d’altronde, hanno sempre fatto in passato contribuendo così alla crescita del nostro debito pubblico, cioè il debito che oggi noi ci troviamo a dover gestire.

 

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