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CAPODANNO, BRAMBILLA: GIUSTO IL “NO” DI TORINO AI BOTTI

Pubblicata il 20 Dicembre 2011

“Spero che l’esempio di Torino sia seguito quanto prima da tutti i Comuni italiani”. Così l’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, deputata del Pdl, commenta il divieto, introdotto nel capoluogo piemontese da un regolamento del marzo scorso, di far esplodere i “botti” di san Silvestro, applicando, in caso di trasgressione e se il comportamento non produce effetti più gravi, le sanzioni previste per il maltrattamento degli animali. Recenti stime hanno, infatti, dato un risultato allarmante: i tradizionali “botti” fanno letteralmente morire di paura circa 5 mila animali all’anno, tra domestici e selvatici. “Le cronache di Capodanno – spiega l’ex ministro – ci hanno abituato al triste elenco di vittime umane, morti o feriti, che pagano per la loro o l’altrui imprudenza. Tanto dovrebbe bastare per rinunciare a fuochi d’artificio e petardi. Ma c’è una seconda categoria di vittime, del tutto dimenticata fino ad oggi, cioè gli animali, che dalle esplosioni sono spesso spaventati a morte. Le ragioni sono prevalentemente due: innanzitutto gli animali non sanno dare una spiegazione naturale a tali fenomeni e quindi sono presi dal panico. Inoltre, cani e gatti hanno un udito almeno quattro volte superiore al nostro e si può ben immaginare quale effetto abbia sulle loro orecchie il susseguirsi di esplosioni a Capodanno. Bene ha fatto dunque il Comune di Torino a punire chi spara “botti” con le sanzioni previste per il maltrattamento degli animali, cioè multe da 25 a 500 euro. Mi auguro che questo bell’esempio sia seguito quanto prima da tutti i Comuni italiani”.

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