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MUORE CAVALLO AL PALIO DI SIENA, BRAMBILLA: “UN INFERNO PER GLI ANIMALI”

Pubblicata il 23 ottobre 2018

“Da ministro del Turismo mi sono battuta perché il Palio di Siena non fosse incluso tra le manifestazioni patrimonio dell’Unesco ed ho fatto bene. Penso da sempre che l’Italia potrebbe farne a meno e che non ci sia nulla di nobile o di “culturale” nel maltrattare animali per il divertimento umano solo perché questa è la tradizione. Per i cavalli il Palio di Siena è e resta un inferno”. Lo ha detto oggi l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento Animalista, commentando la notizia della morte del cavallo Raol, a seguito della caduta nel Palio straordinario di ieri.

“L’incidente conferma, al di là delle rassicurazioni periodicamente fornite dagli organizzatori – argomenta la parlamentare di Fi – tutta la pericolosità della corsa, che infatti è costata la vita a decine di animali negli ultimi cinquant’anni. Non si può non notare, inoltre, che il fantino di Raol, Jonatan Bartoletti, è lo stesso che montava Mamuthones, il cavallo morto durante la mossa del palio di Asti 2013. Inutile girarci intorno: lanciare cavalli a folle velocità su tracciati con quei raggi di curvatura è una grave forma di maltrattamento che provocherà sempre incidenti mortali. Le manifestazioni tradizionali che comportano sfruttamento di animali sono anacronistiche e devono essere abolite”.

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