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PROTEZIONE CIVILE, ON. BRAMBILLA: “ATTUARE LA RIFORMA CHE PREVEDE ANCHE LA TUTELA DEGLI ANIMALI”

Pubblicata il 21 Ottobre 2020

“Quali urgenti e indifferibili iniziative di competenza intenda intraprendere il governo al fine di organizzare concretamente il servizio di protezione civile per l’assistenza dei cittadini che convivono con animali” e “se intenda istituire, all’interno del Dipartimento di Protezione Civile, con lo stanziamento di adeguate risorse, una sezione dedicata che indirizzi e coordini a livello nazionale l’intervento delle Associazioni animaliste e degli altri soggetti coinvolti nello svolgimento del servizio”. Lo chiede, in un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri, l’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, per fare il punto su una delle principali novità del Codice della protezione civile in vigore dal gennaio 2018: il servizio di protezione civile animale (PCA), cioè “l’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi”.

Nonostante la firma, il 21 settembre 2018, di un Protocollo d’Intesa tra il dipartimento della Protezione civile e le associazioni Animalisti italiani, Enpa, Lav, Leidaa, Lndc, Oipa Italia, “continuano ad essere prevalentemente le associazioni animaliste a farsi carico delle numerosissime segnalazioni e richieste di aiuto per animali in occasione delle situazioni di emergenza”, senza che siano riconosciuti ai volontari strumenti come assicurazioni, permessi per l’astensione dal lavoro, dispositivi di protezione. Perciò la deputata chiede lumi sui passi che l’esecutivo intende compiere per dare piena attuazione alle disposizioni di legge. “La materia relativa alla tutela e gestione degli animali – avverte l’on. Brambilla – non si può ricondurre esclusivamente al settore sanitario, ma è trasversale e coinvolge diverse amministrazioni centrali e locali, nonché enti del terzo settore quali le associazioni animaliste. Da ciò discende la necessità del coordinamento in emergenza affidato al servizio nazionale di Protezione civile”.

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