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RIO+20, BRAMBILLA: NON MANGIARE CARNE FA BENE AL PIANETA

Pubblicata il 18 Giugno 2012

“Tutti dobbiamo impegnarci a favore del pianeta. E possiamo farlo cominciando dalle piccole cose, dalla nostra vita quotidiana. Purtroppo, é ancora troppo scarsa nel paese la consapevolezza di quale ferita creino all’ambiente gli allevamenti intensivi.” – lo dice l’ex Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, commentando il dossier sui costi reali del ciclo di produzione della carne, presentato oggi a Roma dalla LAV, alla vigilia dell’apertura dei lavori del summit sull’ambiente Rio + 20. “Un lavoro importante per informare correttamente l’opinione pubblica: non mangiare carne fa bene a tutti, fa bene al pianeta”.

“Non tutti infatti -prosegue l’ex ministro – sono consapevoli di quanto sia crudele la sorte di bovini, polli, maiali, agnelli e i tanti animali, costretti negli allevamenti intensivi ad una vita che non è vita, per produrre migliaia di tonnellate di alimenti di cui possiamo benissimo fare a meno, creando una grave ferita all’ambiente per la quantità di emissioni che questi lager producono e per come dissipano le risorse di acqua e di produzione agricola del pianeta.” È bene sottolineare che l’allevamento intensivo e la produzione di carne, dopo l’attività industriale e il settore dei trasporti, sono i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, uno dei principlali problemi all’ordine del giorno del summit sull’ambiente di Rio. “Il più recente rapporto delle Nazioni Unite – osserva l’on. Brambilla – ci dice che nell’ultimo ventennio è andato perduto il 30 per cento della biodiversità del pianeta, che le emissioni di anidride carbonica sono aumentate del 40 per cento e che solo per 4 dei 90 principali obiettivi ambientali fissati in precedenza sono stati compiuti progressi significativi. Poco o nulla si è fatto per combattere i mutamenti climatici, la desertificazione, la siccità. Se non cambiamo il nostro stile di vita, se non scegliamo tecnologie pulite e fonti rinnovabili, rischiamo di dover affrontare irreversibili alterazioni delle funzioni vitali del pianeta.”

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