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VIVISEZIONE, BRAMBILLA: CHIAREZZA SUGLI ESPERTI ITALIANI DI METODI ALTERNATIVI

Pubblicata il 21 Febbraio 2014

Chiarimenti sugli esperti nominati dall’Italia nel network PARERE (Preliminary Assessment of REgulatory RElevance) che dovrebbe contribuire ad applicare l’art.47 della direttiva 2010/63, cioè l’impegno degli Stati per lo sviluppo e la convalida dei metodi di ricerca alternativi ai test sugli animali. Li chiede con un’interrogazione al ministero della Salute l’on. Michela Vittoria Brambilla, nella quale ricorda che le persone di riferimento indicate dall’Italia sono le dottoresse Maura Ferrari ed Emma Di Consiglio.
La prima, in quanto responsabile del Centro di Referenza Nazionale del Ministero della Salute per i Metodi Alternativi, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentazione Lombardia ed Emilia Romagna sede di Brescia, ha trasmesso alla commissione Affari sociali della Camera dei deputati una relazione in cui, “pur affermando la necessità di velocizzare il processo di validazione dei metodi alternativi, non fornisce dettagli sulle nuove attività del Centro dopo essere stata nominata più di due anni fa, non propone, come avviene in altri paesi, nuove tecniche di Replacement, fondamentali per ottemperare al principio delle “3R”, e scrive che “il gruppo di lavoro costituito da esperti, istituito presso il Ministero della Salute, ha comunicato di limitare, ove possibile, il ricorso alla sperimentazione sugli animali applicando due delle 3Rs rappresentate da refinement e reduction”. In realtà, “almeno tre degli esperti del Gruppo di lavoro ministeriale da anni ritengono urgente e inderogabile l’applicazione della terza R rappresentata dal replacement degli animali”. Invece la dottoressa Di Consiglio “non risulta avere preparazione specifica nei metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, sia come percorso di studi che come presenze in convegni in tale campo o pubblicazioni in merito (fonte: sito Istituto Superiore di Sanità )”
L’interrogante chiede dunque “in base a quale criterio” è stata nominata la dottoressa Di Consiglio, quali valutazioni faccia il ministro sulla relazione della dottoressa Ferrara, “l’elenco dei laboratori nazionali individuati come atti a sperimentare i metodi alternativi che avrebbe dovuto stilare il Centro di Referenza nazionale” e quali siano i piani di promozione, approvati ed attuati, di approcci alternativi all’uso di animali.
“In generale – conclude l’ex ministro – pare piuttosto difficile che l’Italia faccia progressi nel campo dei metodi alternativi se mancano i finanziamenti e se la funzioni di “apripista” è affidata a persone che non ci credono o non hanno una preparazione specifica”.

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