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VIVISEZIONE, HARLAN E GREEN HILL: APPELLO DELL’EX MINISTRO BRAMBILLA

Pubblicata il 29 Marzo 2012

“Difendete l’art.14 della legge comunitaria 2011 nella versione licenziata dalla Camera dei deputati”, quella che vieta sul territorio nazionale l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione e impone l’utilizzo di anestesia per gli esperimenti sugli animali. Lo chiede al Senato e “a tutti gli italiani”, nel giornale online www.nelcuore.org, l’ex ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla. Lo stesso appello è rivolto al Consiglio regionale lombardo, che ha all’ordine del giorno una proposta di legge dal contenuto analogo. Il periodo di quarantena per i macachi arrivati in Italia sta infatti per scadere e la preoccupazione è diffusa. “La multinazionale – racconta l’on. Brambilla, in rappresentanza della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente – non ha ancora dato una risposta alla mia richiesta ufficiale di acquistare i 104 macachi che si trovano a Correzzana per salvarli dai laboratori. Sono ben consapevole che la somma eventualmente richiesta sarebbe molto alta – si parla di circa 2000 euro ciascuno- ma considero che siano soldi ben spesi se possono servire per donare la libertà a queste sfortunate creature.

I timori sono dunque fondati. “Sono molto preoccupata – ammette la Brambilla – per quella che sarà la sorte degli animali, sperimentando ogni giorno la mia impotenza: pur essendo anche disposta a spendere una somma davvero importante per salvarli, la decisione spetta solo alla Harlan, perché, allo stato, la multinazionale agisce nel pieno rispetto delle normative vigenti. Tanti italiani seguono con angoscia la vicenda, così come sono addolorati per il destino dei cani di Green Hill, e chiedono un intervento risolutivo. Per quanto mi riguarda, non solo mi sono addirittura offerta di acquistare i macachi al prezzo “di mercato”, ma soprattutto ho utilizzato le opportunità offerte dal mio ruolo per scrivere la norma che potrà mettere fine per sempre a queste vergogne nazionali. Come è noto, essa è contenuta nell’articolo 14 della legge comunitaria, ora al penultimo, delicato passaggio nella commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, per terminare l’iter nell’aula di Palazzo Madama. Il testo prevede il divieto di allevare cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio nazionale. Ogni giorno dobbiamo però lottare con mille insidie: le multinazionali e le lobby che le tutelano hanno messo in moto un vero e proprio attacco perché nulla cambi. Ma non credo che i senatori, dopo che l’aula della Camera e i ministri della Salute e delle Politiche comunitarie hanno già dato parere favorevole, si permetteranno di andare contro il volere della stragrande maggioranza degli italiani che, grazie anche all’aiuto dei media, ora sono al corrente della vicenda e la seguono con il fiato sospeso”.

Una nota positiva è la garanzia concessa dal presidente David Broker della Harlan, nel corso del suo incontro con l’on. Brambilla, di non completare la maxi importazione con ulteriori 796 macachi, nonostante sia in possesso delle autorizzazioni ministeriali: “Questo è stato un primo risultato davvero importante e che non va dimenticato – conclude l’ex ministro del turismo – se la Harlan non avesse assecondato la nostra richiesta, ora ci troveremmo con 900 macachi al posto di 104 in quel capannone”.

 

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