ALLONTANAMENTI DEI MINORI, PUNTO PER PUNTO LA PROPOSTA DI LEGGE DELL’ON. BRAMBILLA SUL RAFFORZAMENTO DELLE TUTELE

Istituzione di un collegio tecnico interdisciplinare per la valutazione dell’allontanamento del minore; creazione della figura dell’Esperto delle relazioni familiari fragili e sanzioni penali per pareri mendaci, false dichiarazioni o omissione di informazioni. Questi sono i capisaldi della proposta di legge n° 2838 presentata dall’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm), presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, lo scorso 10 marzo, con l’obiettivo di rafforzare le tutele per i minori.

“L’allontanamento dei figli dai genitori – precisa l’on. Brambilla – dev’essere un provvedimento da assumere soltanto come extrema ratio, quando vita e benessere dei minori non possono essere altrimenti tutelati, e da eseguire con la massima delicatezza possibile. Ma a tale principio è necessario dare effettività”.

Proprio per garantire questa effettività la proposta di legge prevede anzitutto il rafforzamento dell’istruttoria del giudice prima dell’adozione della misura dell’allontanamento, vincolando il magistrato ai pareri di più esperti. Nello specifico prima dell’adozione di un provvedimento di allontanamento del minore dal nucleo familiare o dalla casa familiare il giudice dovrà obbligatoriamente acquisire le valutazioni di un collegio tecnico multidisciplinare composto da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo dell’età evolutiva e da un pedagogista o da un educatore professionale socio-pedagogico con esperienza almeno quinquennale. Ciò permette di superare una delle principali criticità attuali ossia che il giudice fondi le sue conclusioni esclusivamente sulla relazione socio-psico-ambientale dei Servizi sociali.

In secondo luogo viene istituita la figura dell’Esperto delle relazioni familiari fragili, formata ad hoc, chiamato a coordinare il collegio di valutazione e presenziare anche nella fase dell’esecuzione dell’allontanamento. A lui sarà attribuita la facoltà di presentare istanza, così come alla parte, per la modifica e la revoca della decisione dell’allontanamento.

Infine per evitare conseguenze traumatiche irrecuperabili sulla salute psico-fisica dei minori, la proposta di legge introduce altresì la previsione di sanzioni penali (reclusione da tre a sei anni e l’interdizione dai pubblici uffici che coinvolgono minori) per pareri mendaci, false dichiarazioni o omissione di informazioni di operatori dei servizi sociali e degli altri tecnici coinvolti nel procedimento di allontanamento di un minore.