“La Regione Toscana fermi la strage, crudele e assurda, dei piccoli caprioli e delle loro madri”. Lo chiede, in un’intervista al “Tirreno”, l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA) e dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente, che condanna l’ennesimo regalo alle lobby dei cacciatori e dei coltivatori: dal 15 agosto, e fino al 30 settembre, si applica la disposizione più odiosa del “Piano di prelievo del capriolo” approvato il 25 maggio scorso, per cui è possibile cacciare femmine e piccoli, una vergogna che va avanti da anni.
“Si tratta – osserva l’on. Brambilla, – di un vero e proprio sterminio indiscriminato, uno scempio, perché in questo periodo dell’anno i cuccioli non sono svezzati: uccidere la madre significa uccidere anche i neonati. Lo vediamo bene nel nostro CRAS “Stella del Nord”, dove, nelle ultime settimane abbiamo accolto e curato tantissimi piccoli orfani”. Oltre ad essere crudele, è anche una strage assurda, autorizzata senza alcuna base scientifica. L’ISPRA infatti, sulla caccia a madri e piccoli e su altri aspetti del piano di prelievo del capriolo, come l’abbattimento dei maschi oltre il 31 dicembre, aveva dato parere negativo, ma la Regione Toscana non ne ha tenuto alcun conto. Eppure, lo dice la Regione stessa, in sette anni la popolazione di caprioli in Toscana si è già ridotta del 25 per cento e la densità è addirittura crollata del 40 per cento. Di questa strage di innocenti, contro il parere della scienza, non c’era e non c’è alcun bisogno.
“La risposta ai problemi posti dalla convivenza con la fauna selvatica – continua l’on. Brambilla – non è certo lo sterminio indiscriminato. Come minimo bisogna studiare bene la situazione nei singoli territori, rivolgersi agli esperti ed ascoltarli, non preoccuparsi soltanto di compiacere le lobby. L’atteggiamento nei confronti della fauna selvatica è sempre lo stesso: se una specie dà fastidio, o si pensa che possa dare fastidio, semplicemente si autorizzano i cacciatori a sparare, senza tenere in alcun conto considerazioni etiche e scientifiche. Non vogliono gli ungulati, ma neanche i lupi, che terrebbero sotto controllo gli ungulati in maniera naturale. Non si accontentano: dove ci sono interessi economici da difendere vogliono densità zero, o tendente a zero. L’uomo ha sconvolto l’equilibrio della natura e pensa di imporre il suo tornaconto. Ma è un errore madornale”.



