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ASILO DELL’ORRORE, ON. BRAMBILLA: “APPROFONDIRE IL FENOMENO DEL MALTRATTAMENTO ISTITUZIONALE”

Pubblicata il 2 Agosto 2016

Il maltrattamento “istituzionale” – compiuto su soggetti deboli, come i bambini, gli anziani e i malati da persone che se ne occupano per professione e dovrebbero essere i primi a difenderli – è “un fenomeno certamente in crescita e comunque abbastanza diffuso da meritare un approfondimento, magari attraverso una specifica indagine conoscitiva o comunque ascoltando la voce degli operatori e degli esperti”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, intervenendo questa mattina alla trasmissione radiofonica “Ma cos’è quest’estate”, in onda su Radio24, per commentare la vicenda dell’ “asilo degli orrori” di Milano.

Di fronte a fatti così gravi, sottolinea l’ex ministro, bisogna rispondere con tutti i mezzi disponibili, preventivi e repressivi: “Appare quanto mai opportuna la proposta avanzata da Forza Italia, attualmente all’esame della Camera, che prevede, con alcune limitazioni e con altre misure di prevenzione, l’installazione di telecamere di videosorveglianza in asili e strutture per anziani e disabili. Un’idea semplice in sé, approfondita in un ciclo di audizioni, che è piaciuta anche al Garante per l’Infanzia. Però – aggiunge – oltre alla tecnologia, occorre mettere in campo iniziative per rafforzare il patto di fiducia tra famiglia e istituzioni formative o scolastiche, che non possiamo permetterci di mettere in discussione. Quindi: condizioni di lavoro meno stressanti, un ragionevole rapporto numerico tra bambini e maestre/i, frequenti corsi di aggiornamento, uno sforzo generale di innalzare gli standard di qualità degli operatori, che devono essere capaci di leggere i fattori di rischio anche tra i colleghi, superando qualsiasi forma di omertà, e riconoscere precocemente i segni del maltrattamento”.

Quando certi fatti, nonostante tutto, si verificano, vanno puniti con rigore. “Nel 2009 – ricorda l’on. Brambilla – molto opportunamente introducemmo, all’art.61 del codice penale, un’aggravante per delitti contro minorenni commessi “all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o di formazione”. Io da tempo penso che quel discorso vada completato e perciò, nel febbraio scorso, ho depositato una proposta di legge che aggiunge il caso di altre vittime in condizioni di particolare debolezza. Se questa proposta sarà approvata, diventerà aggravante “l’avere commesso il fatto in danno di persona ricoverata presso strutture sanitarie o presso strutture socio-sanitarie residenziali o semiresidenziali ovvero in danno di soggetto minore ospitato presso comunità familiari o comunità socio-educative”.

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