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BRAMBILLA:”A META’ NOVEMBRELE PRIMARIE SULLA SICUREZZA”

Pubblicata il 1 Novembre 2007

Riecco Michela V. A ventiquattr’ore dai complimenti fioriti per lei su questo giornale nelle parole dell’ex ministro Giuseppe Pisanu, MVB si rimanifesta a Roma e lo fa accanto a un altro campione del berlusconismo di governo, il superministro europeo Franco Frattini. Circostanza: un convegno sulla sicurezza. Iniziativa più che urgente (e proprio nella capitale) vista l’orrenda e mortale violenza subita due notti fa da una cittadina romana. La vittima è deceduta ieri, e Michela ha voluto ricordarla leggendo in tempo reale la notizia d’agenzia. Se ne parlerà a lungo.
È pensieroso anche l’amico Frattini, vicepresidente della Commissione europea con delega alla Sicurezza e alla Giustizia, la persona più indicata per ascoltare l’ultima idea dei Circoli della libertà. Ieri s’è discusso infatti del disegno di legge sulla sicurezza appena approvato dal Consiglio dei ministri e da Romano Prodi: in linea di principio non è proprio un pasticcio, ma MVB teme sia “l’ennesima fiction del governo, cioè un manifesto di buone intenzioni di cui proprio non sappiamo cosa fare. Più “condivisibile”, per Frattini, il provvedimento, “ma avrebbe avuto un senso se fosse stato un decreto legge”. Ma la parola più in voga, oggi, è “primarie” e Michela la ripete più volte per mobilitare i suoi e marciare dritta verso l’ipotesi di una legge d’iniziativa popolare sulla sicurezza. Funzionerà così. A metà novembre, quindi a pochi giorni dalla manifestazione organizzata insieme con il Cav. per il 17 e il 18 novembre, i Circoli della libertà presenteranno quattro, forse cinque proposte definite da MVB “urgenti in materia di sicurezza”; punti che “potrebbero poi essere oggetto di una proposta di legge di iniziativa popolare”, come ammesso dallo stesso Frattini. E saranno fomiti alcuni “dati di cui la politica non potrà che tenere conto”, ha quindi sottolineato MVB. Ecco, nell’agenda brambillesca i temi più pressanti sarebbero questi: più processi per direttissima, meno immigrazione, più poliziotti di quartiere e tolleranza zero per droga e pedofilia. Del resto, se non ci pensa qualcun’altro, non è dai prodiani che ci si può attendere un tocco di sarkozismo: “Ci domandiamo perché il ministro Amato e il governo Prodi hanno sonnecchiato per un anno è mezzo. La risposta è semplice: erano consapevoli che la sinistra radicale non voleva inasprimenti in materia di sicurezza”.
Frattini ha parlato anche di Sarkozy e della sua legge sul prelievo del Dna degli immigrati, ha proposto di destinare il due per mille della dichiarazione dei redditi al ministero degli Interni, ha ricordato al ministero degli Esteri Massimo D’Alema – sempre in tema di immigrazione – che se il governo spagnolo di Zapatero ha già firmato un paio di accordi con il Senegal, è un po’ strano che l’Italia non abbia ancora “sottoscritto la propria intesa con la Libia”.”
Il Foglio, 01/11/07

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