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BRAMBILLA:”ABBIAMO INTASATO IL FAX DEL QUIRINALE”

Pubblicata il 24 Febbraio 2007

“«I cittadini che in queste ore chiedono elezioni anticipate sono degni di minore considerazione del cosiddetto “popolo di Vìcenza”, antiamericano e comunista?». Michela Vittoria Brambilla, presidente nazionale dei Circoli della Libertà, da due giorni vede accumularsi nel sito del movimento (www.circolodellaliberta.it) sfoghi e proteste di tanti italiani che chiedono di tornare alle urne.
«Per questo abbiamo anche proposto un sondaggio online. Il risultato? Più del 90% chiede elezioni anticipate. Ma si può continuare a votare».
Avete avviato anche la campagna “un fax al Presidente”?
«E abbiamo intasato il fax del Quirinale. Napolitano ci scusi, ma è la dimostrazione di quanto ai cittadini stia a cuore il loro futuro».
Insomma gli italiani vogliono votare?
«Non ci sono dubbi. Tutto il resto è alchimia politica. La volontà della gente mi sembra chiarissima. Per questo abbiamo attivato questo sondaggio online, e vogliamo dare conto dei tanti messaggi che abbiamo ricevuto sul sito. Ci sono moltissimi che si dichiarano elettori pentiti del centrosinistra. I nove mesi di Prodi sono bastati per convincerli di avere sbagliato».
Anche i Circoli hanno fatto le loro consultazioni?
«Intendiamoci, con tutto il rispetto per l’autorità personale e istituzionale del Presidente della Repubblica. I fax che sta ricevendo dicono proprio questo: consulta anche noi, rimandaci a votare. Ora il nostro primo obiettivo è dar voce agli italiani. In tante città i nostri Circoli organizzano banchetti per raccogliere le adesioni di chi vuole spedire, come noi, il proprio fax al Quirinale. Io sarò a Milano, in piazza Lima, per parlare con la gente e spiegare le ragioni della nostra richiesta. Non ci sono solo manifestazioni di piazza. Il popolo si esprime in tanti modi. C’è chi ha detto che la piazza è un pezzo di democrazia. Benissimo: ascoltiamo tutte le piazze, non solo Vìcenza. Ascoltiamo Roma, che si era già espressa il 2 dicembre con due milioni di persone e aveva detto forte e chiaro il suo “no” alla Finanziaria. E adesso c’è quest’altra piazza, virtuale, ma non meno affollata. È la piazza di chi attraverso Internet ci fa arrivare la sua voglia di reagire».
Non sempre la quantità fa la qualità. Perché ritiene ragionevole tornare alle urne nemmeno un anno dopo le ultime consultazioni?
«Ci sono quattro buoni motivi per chiedere le elezioni anticipate. L’Italia ha bisogno di un Governo forte per sostenere la ripresa economica in atto. L’ultima clamorosa occasione è stata quella di mercoledì scorso. E qui arriviamo al secondo buon motivo per tornare a votare: all’Italia serve una coalizione che con le sue incertezze e frammentazioni non getti discredito internazionale sul Paese. E invece i nostri alleati hanno mostrato di essere preoccupati circa la nostra fedeltà. Terza ragione: l’Italia non può tollerare un Governo che decide di parlare solo con una parte del Paese; sembra che i sindacati e la sinistra massimalista abbiano conseguito uno status di cittadini di serie A. Ultimo motivo: gli italiani hanno bisogno di togliersi di dosso questa pressione fiscale inaccettabile che è l’unico segno distintivo per cui verrà ricordato Prodi, il suo Governo e la sua raccogliticcia maggioranza di nove mesi».

Libero, 24-02-2007

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