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ADOZIONI INTERNAZIONALI, BRAMBILLA: “IL GOVERNO PRESTI MAGGIORE ATTENZIONE”

Pubblicata il 30 Gennaio 2014

Il governo dovrebbe prestare “maggiore attenzione” ai problemi posti dal pesante calo delle adozioni, in particolare quelle internazionali, con provvedimenti volti a sostenere concretamente le famiglie che aspirano a questa forma di genitorialità. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, al termine dell’audizione informale di Daniela Bacchetta, già vicepresidente della Commissione adozioni internazionali, e dei rappresentanti delle associazioni Ai.Bi. e CIFA Onlus. L’on. Brambilla ha anche auspicato che sia presto nominato il nuovo vicepresidente della CAI.
Punto di partenza per la riflessione sulle adozioni internazionali sono stati i dati relativi al 2013 recentemente pubblicati dalla CAI, che evidenziano, rispetto all’anno precedente, un calo del 9,1 per cento del numero di minori adottati e del 7,2 per cento delle coppie adottive. La flessione, secondo l’ex vicepresidente della CAI, è dovuta principalmente al rallentamento dell’attività in alcuni paesi (come Colombia, Brasile ed Ucraina) e ad un quadro generale in cui, seguendo le disposizioni della convenzione dell’Aia, gli Stati tendono a privilegiare le adozioni in ambito nazionale, mentre migliorano gli standard del welfare anche in Paesi meno avanzati e si diffondono e perfezionano le tecniche di fecondazione artificiale. Le coppie italiane si stanno adeguando alle tendenze più recenti, accogliendo bambini in età scolare (la media è oggi di circa 6 anni) e bambini con “esigenze speciali”.
Diverso l’approccio delle associazioni audite, che pensano soprattutto ai “rimedi”. Il presidente di Ai.Bi., Marco Griffini, punta l’indice contro la burocrazia e i costi elevati delle adozioni “che scoraggiano le famiglie” e propone una “cura radicale”: la riduzione del numero attuale degli enti autorizzati da 66 a 20, per garantire un adeguato controllo sulla loro attività anche attraverso l’applicazione di più stringenti requisiti, e l’introduzione di una tabella di costi/paese uniformi. Inoltre, il passaggio “dalla cultura della selezione delle coppie a quella dell’accompagnamento”. In base a questa “rivoluzione copernicana” il procedimento per l’adozione dovrebbe essere completamente amministrativo, senza coinvolgimento dei Tribunali dei minori, lasciando agli enti autorizzati il compito di preparare, guidare e seguire le coppie adottive giudicate idonee dai servizi sociali.
“Le sollecitazioni di Ai.Bi. interpretano la richiesta di aiuto che si leva da tempo nel settore”, commenta l’on Michela Vittoria Brambilla. “Operatori e famiglie che si rivolgono alla commissione per rendere più semplice e veloce, oltre che meno costoso, il percorso adottivo. Ritengo che larga parte del cambiamento debba passare attraverso una modifica di livello normativo, pertanto ho riunito i vari punti in una articolata proposta di legge che mi auguro possa presto essere esaminata dal Parlamento”.
Infine, da CIFA onlus è arrivato il suggerimento di considerare come adottanti, diversamente da quanto oggi dispone la legge, anche i single e le coppie delle stesso sesso, allo scopo di integrare la disponibilità delle coppie italiane, sempre più ridotta a causa di molti fattori (non ultima la crisi economica).

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