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credo giusto, altrimenti
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BRAMBILLA:”BERLUSCONI APPREZZA IL LAVORO DELLE DONNE”

Pubblicata il 16 Aprile 2008

“Se esistesse la partenogenesi, non ci sarebbero dubbi: Michela Vittoria Brambilla sarebbe figlia del Cavaliere. La ascolti parlare nell’auditorium strapieno di fan della Banca popolare di Sondrio, nella “sua” Lecco, e ti sembra di ascoltare un Berlusconi con capelli rossi e corpo da mannequin. Come lui, ha una voglia frenetica di fare e salvare l’Italia dalla sinistra, come lui ricopre 20 ruoli allo stesso tempo: amministratore delegato delle Trafilerie Brambilla, presidente del Gruppo Sal e di Sotra Coast International, imprese del settore alimentare. Allo stesso tempo è presidente di 7 mila Circoli della libertà, espressione della società civile, precursori del Popolo della libertà, presidente de La tv della libertà e de Il giornale della libertà di cui è anche direttore. Gestisce un canile, è presidente della Lega italiana per la difesa degli animali, e ne protegge un esercito lei stessa. A casa sua ci sono 24 gatti, 15 cani, 8 capre, 4 cavalli e 2 asini. Non basta: la rutilante MVB, come si chiama nel suo sito per amore di sintesi, è anche madre di un bambino di 3 anni e mezzo, Vittorio. Una mamma che si fa un punto d’onore di addormentare il pargolo ogni sera della sua acrobatica vita. Solo che a crollare dopo cinque secondi è lei, mentre Vittorio se la guarda beata. Ovvio che fare un’intervista a MVB sia un’impresa titanica: infatti ci riusciamo alle 23, stremati, al bar Baobab di Calolziocorte, il paese natio, dopo un’attesa di quattro ore.
Ma lei quando dorme?
«Quando posso. A volte tre o quattro ore a notte, altrimenti non ce la faccio a seguire tutto».
Usa qualche pozione magica?
«Ho imparato a sfruttare ogni secondo di pausa. Mi portano in macchina a una riunione? Dormo. Vado a Roma in aereo: mi appisolo…».
Insomma, niente trucchi?
«Non ne ho bisogno. Credo di esser re uno dei pochi idealisti rimasti sulla terra e questo mi da la carica. Non sono capace di spendermi a metà».
Lei corre per un seggio alla Camera in Emilia Romagna. Se le sceglie sempre difficili le gare, eh?
«Questione di carattere. Potevo optare per la Lombardia, roccaforte del centrodestra, o accettare la scommessa dell’Emilia, dove la battaglia per la libertà è ancora lunga».
Non mi risulta ci sia la dittatura.
«No, ma lo strapotere delle cooperative rosse si è talmente intrecciato con quello delle giunte rosse che non si capisce più dove stia il confine. Questa presenza a gamba tesa in tanti comparti dell’economia è diventata un freno per il libero mercato, tanto che la macchina dello sviluppo si è inceppata. Poi c’è una questione di mancanza di sicurezza peri cittadini: Bologna, per esempio, è la città d’Italia con maggiori problemi di ordine pubblico».
Cosa dice agli emiliani per convincerli a votare MVB?
«Li faccio riflettere. Chiedo: “Stavate meglio due anni fa oppure oggi? Riuscite ad arrivare alla fine del mese o siete oberati dai debiti?”. Non la metto sul piano ideologico: propongo soluzioni concrete, da buon imprenditore. Parlo di riduzione delle tasse, aiuti al mondo del lavoro e alle famiglie, freni per l’immigrazione fuori controllo…».
Quale sarà la missione di Michela Vittoria Brambilla a Montecitorio?
«Portare la voce del cittadino, oggi deluso ed esasperato, alla politica».
Ma chi sarebbero questi cittadini a cui si riferisce sempre?
«Un popolo di uomini e donne, imprenditori, professionisti, lavoratori, pensionati, casalinghe, poliziotti, studenti universitari, molto diverso da quello che immaginano certi politici di sinistra. Sono persone informate, consapevoli di ciò che accade intorno a loro, vogliono partecipare alla costruzione del proprio futuro, di quello della loro città e dell’intero Paese. Ma soprattutto non sono più disposte a firmare cambiali in bianco a nessuno. Rivendicano il ruolo di attori e non più di spettatori. Questi sono gli iscritti ai Circoli della libertà».
Si fidano di una donna ricca come lei? Non pensano: come può questa qui rappresentare i miei interessi?
«La contrapposizione tra imprenditori e operai non esiste più. Tant’è vero che nei sondaggi la maggioranza degli operai oggi vota per noi. Quello che conta per i cittadini è se fai parte della casta oppure no. Hanno infatti una grande diffidenza nei confronti di coloro che nuotano nell’acquario dei palazzi romani, e gli riconoscono una scarsa conoscenza dei veri problemi del Paese».
Nei giorni scorsi Berlusconi ha annunciato che in caso di vittoria nominerà quattro ministri donna. Conta di essere della partita?
«Non saprei. Sono argomenti da affrontare dopo il 14 aprile e credo che sia ancora presto per parlarne».
Mi permetta di dubitarne.
«Questo è il mio punto di vista. Oggi sono completamente impegnata per contribuire a una vittoria del Popolo della libertà. Sono immersa nella campagna elettorale, voglio far vincere il Pdl con un ampio margine rispetto alla sinistra. Per il resto si vedrà».
Lo sa che Daniela Santanchè ha detto di non votare per Berlusconi perché è uno che le donne le vede solo in orizzontale? Anche lei si sente vista alla stessa maniera?
«Daniela è un’amica, in gamba e simpatica, ma siccome si è schierata con la destra estrema è costretta a usare toni esasperati. Il presidente Berlusconi è una persona di grande umorismo, gli capita di fare battute su vari argomenti, che vengono sistematicamente fraintese. In ogni caso, io sono la dimostrazione vivente di quanto Berlusconi apprezzi il lavoro delle donne».
In che senso, scusi?
«Due anni fa mi ha affidato un compito fondamentale, dandomi carta bianca: fondare i Circoli della libertà. Si trattava di mettere in piedi una struttura che avrebbe favorito la nascita del Popolo della libertà. Per farlo lui ha scelto una donna. E vuoi sapere una cosa? Non mi ha mai dato un ordine! Solo consigli e riconoscimenti per i risultati. Mi ha sempre sostenuta».
Tra gli altri leader e vice del Popolo della libertà, invece, lei non riscuote grande consenso. Gianfranco Fini l’ha definita un prodotto mediatico.
«I giornali scrivono tante cose che poi non sono vere. Credo che questo sia uno di quei casi».
Allora risponda alla domanda: lei è solo una rossa di temperamento che sta a proprio agio nel salotto televisivo di Ballarò, o c’è della sostanza nella Brambilla politica?
«La mia sostanza sono i fatti: 7 mila Circoli della libertà nati in meno di un anno e tanto altro…».
Si definisca con tre aggettivi.
«Concreta, determinata e anche coraggiosa, forse troppo».
Nel senso che rasenta l’incoscienza?
«Questo no, ma non è sempre facile stabilire il confine».
Avrà qualche difetto.
«Tantissimi, per carità. Da dove comincio? Sono testarda, se mi fisso su una cosa è difficile farmi cambiare idea. E poi, lo ammetto, sono sempre in ritardo, come tutte le persone che hanno troppi impegni nella vita».
Il suo compagno è contento di avere una partner frenetica e spesso assente?
«Preferirei non risponderle. La mia vita privata è off limits, la difendo con fermezza. Avete mai visto su qualche giornale una foto di mio figlio, che tra l’altro è bellissimo? Mai».
Passiamo ad altro, allora. Nel comizio di stasera ha accusato la sinistra di calpestare i valori cattolici. Anche lei ha le sue contraddizioni, però. È cattolica ma non è sposata. Il suo parroco come la prende?
«L’ultima volta che ci siamo visti è stato quando è venuto a benedire la mia casa, a Natale. Non dice niente, credo abbia ben altro a cui pensare».
Nelle interviste si irrita molto quando le chiedono del suo look: i tailleurini attillati, i tacchi a spillo. Poi uno va nel suo sito e viene accolto da cinque foto gigantesche della Brambilla versione bellona. Ma allora?
«E stata una scelta di Laura, il mio angelo e capo dello staff».
Non scarichi le responsabilità. Se lo immagina lo stesso gioco di foto nel sito di Sandro Bondi?
(Ride) «Sandro in mise sexy? Proprio no! La verità, vede, è che io non credo nelle differenze dì genere».
Cosa c’entra, scusi?
«Io non mi sento discriminata come imprenditrice per il fatto di essere una donna, quindi non faccio nulla per nascondere la mia femminilità».
Tutt’altro, sembra.
(Ride di nuovo e si copre il viso con le mani. Sull’anulare splende un anello di brillanti, rubini e smeraldi. Tricolore come la bandiera).
Ma davvero pensa che al mondo d’oggi la vita di una donna sia facile quanto quella di un uomo?
«No, Infatti la mia condizione di imprenditore è privilegiata. So bene che una lavoratrice dipendente in genere guadagna molto meno di un collega maschio e che è più duro per lei fare carriera. Bisogna sfondare il famoso soffitto di cristallo, non c’è dubbio».
E delle quote rosa, che ne pensa?
«Mi fanno tristezza ma, in certi casi, possono essere un male necessario. Credo che la presenza ancora troppo scarsa delle donne nel mondo politico sia da attribuirsi a uno scarso appeal che la politica stessa ha esercitato su di loro. È una vita molto impegnativa e una donna con famiglia non sempre può riuscire a conciliarla».
È vero che con le sue collaboratrici è più cattiva della Miranda Priestly del Diavolo veste Prada?
«Ah, quanto mi è piaciuto quel film! Appena sono uscita, ho chiamato Laura, il mio capo staff, e le ho detto: “Finora non avevo capito niente. Sono sempre stata troppo buona con voi”».
Torniamo all’immagine. La sua sensualità aggressiva attira gli uomini o li mette in fuga?
«Non saprei. Posso dirle che da anni sono una donna senza l’ombra di un corteggiatore. Sto benissimo così».
Neanche il Cavaliere le ha mai fatto un complimento galante?
«Devo proprio dirle di no!».
Ha mai avuto un fidanzato di sinistra?
«No. È vero che in genere vincono le affinità elettive. Ci sì innamora tra simili, quindi la vedrei difficile».
Ha mai fatto follie per amore?
«Da quel punto di vista sono terribilmente ordinaria».
Com’è nata la sua passione per gli animali?
«Non è nata, io ci sono nata in mezzo. I miei genitori avevano 14 cani, sono sempre stata abituata a vivere così».
Lei però di cani ne ha 15, oltre a 24 gatti. Che fa, li colleziona?
«No, raccolgo le bestiole ferite, vecchie o abbandonate che nessuno vuole accollarsi e alla fine mi sono ridotta così: a ospitarne una folla».
Con suo figlio com’è?
«Lo adoro, sono una mammona mediterranea, me lo porto sempre nel lettone. L’ho allattato fino a quando ha compiuto 15 mesi fregandomene del benedetto look, anche se avevo un ruolo pubblico: ero presidente nazionale dei giovani della Confcommercio».
Quali sono i valori che trasmetterà al suo bambino?
«Il rispetto per le persone, gli animali, l’ambiente. Il valore dell’impegno, anche nelle piccole battaglie. La generosità verso il prossimo, che a lui non costa perché è generoso di natura».
Valori profondamente democratici.
«Pensava forse il contrario?».”
Donna Moderna, Antonella Trentin, 16/04/2008

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