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BERLUSCONI: “RESTO PER CAMBIARE IL PAESE”

Pubblicata il 10 Settembre 2011

“Possiamo solo sperare, e utilizzo proprio la parola sperare, perchè non c’è alcuna certezza, di fare le riforme necessarie al Paese. Davanti alla situazione politica e giudiziaria del Paese viene voglia di scappare ma io resto con voi perchè questo Paese va cambiato.
I cittadini sono depositari della sovranità popolare; i cittadini votano e col voto passano la sovranità popolare al Parlamento e ai suoi membri. I membri del Parlamento votano, ma il risultato del loro lavoro viene abrogato. Sintetizzando e semplificando oggi la sovranita’ popolare non è più dei cittadini e del Parlamento ma è dei magistrati di Magistratura democratica.

Gli umani sfoghi li abbiamo tutti e credo che abbiamo il diritto di farli, se parliamo con un’altra persona dovrebbero essere inviolabili…Un paese senza privacy non è certamente un paese completamente libero e in questo momento lo strapotere che si è preso la magistratura che da ordine dello Stato si configura ogni giorno di piu’ come potere senza controllo esterno è intollerabile.

L’opposizione e i suoi giornali hanno avuto un atteggiamento anti-italiano, raffigurando un esecutivo che non sapeva cosa fare. Lo sciopero, poi, è stato l’elemento caratterizzante del “patriottismo” del Pd. Il segretario del Pd è sceso in piazza. Hanno dato una immagine negativa del Paese, contro gli interessi del Paese,

Nel 2013 prenderemo una decisione a seconda della situazione che si appaleserà… ma di sicuro gli elettori moderati prevarrano su questa sinistra che abbiamo la disgrazia di trovarci di fronte, non avendo nessun esponente degno di essere pensato come presidente del Consiglio….Il mio pensiero non recondito ma più volte dichiarato è quello di vedere prossimamente Gianni Letta presidente della Repubblica e Angelino Alfano presidente del Consiglio.

Ogni volta che un governo intende aumentare l’età per la pensione si scontentano gli elettori. Quindi è molto difficile per un Paese aumentare l’età. Se l’Europa lo facesse e imponesse come obbligo a tutti i Paesi l’aumento dell’età, il governo può dire ‘ce lo impone l’Europa’. Ma l’Europa non ha intenzione di farlo. L’Europa è un grande corpo con una testa molto piccola. Siamo ancora a una Europa fatta di tanti Stati che non riescono a mettersi insieme per un’unica politica estera, fiscale, dell’immigrazione. Quando si è trattato di darsi un leader, noi del Ppe avevamo proposto il binomio Tony Blair-Franco Frattini, ma Sarkozy e la Merkel hanno deciso di tener per sè la politica estera e scelto di nominare due persone perbene, come Van Rompuy e Ashton, ma totalmente sconosciute ai cittadini europei ed anche agli interlocutori mondiali.”.

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