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BRAMBILLA:”BOTTICELLE DANNOSE, ABOLIAMOLE”

Pubblicata il 17 Aprile 2009

“Più che un convegno, una seduta di autocoscienza collettiva, come quelle che andavano di moda negli anni Settanta. Tutti insieme a cercare di capire perché “il turismo ha così poco peso nelle decisioni economiche del governo rispetto a quello che invece ha nella società” con il 10 per cento del Pil, tre milioni di addetti in Italia, 100 mila nel Lazio, circa 60 mila a Roma e provincia. Dice Claudio Mancini, assessore regionale al Turismo: “Nel 2008 il turismo del Lazio ha perso mille posti di lavoro con contratti a tempo indeterminato”. Lui che è uomo del Pd, attento alla tutela del lavoro, insiste così: “Se fossero stati mille operai metalmeccanici a restare disocuppati, avremmo avuto agenzie stampa indaffarate a registrare commenti preoccupati e iniziative. Con il turismo non è accaduto”.
In sala, però, sembra esserci più voglia di riscossa che frustrazione. Lo si capisce già dal titolo, “Uniti contro la crisi”, che questa due giorni vuole davvero essere un impegno senza divisioni fra operatori e giunte di diverso indirizzo politico, per difendere posti di lavoro e conquistare nuovi mercati, soprattutto in Oriente. Imprese non facili. Ma la fantasia può aiutare. Anche a trovare fondi in modo originale. Annuncia il vicesindaco, con delega al turismo, Mauro Cutrufo: “L’assessore alla Cultura del Comune di Roma Groppi sta preparando ‘pacchetti’, lasciatemi passare il termine, di capitelli e statue lasciate nelle cantine dei musei capitolini che saranno dati in prestito, a pagamento, ai musei di rutto il mondo, che per averli sono disposti a fare quasi follie” annuncia.
Fantasia e anche coraggio. “Roma è un marchio formidabile – dice il sottosegretario al turismo, Michela Vittoria Brambilla – ma bisogna anche saper rivedere le proprie tradizioni e correggerle, quando serve. Basta con le botticelle. In poco tempo tre cavalli sono morti, davanti a turisti inorriditi”. L’ultimo episodio è di mercoledì, in mezzo a via dei Fori Imperiali. “Questo non fa bene all’immagine di una città che vuole essere considerata all’avanguardia – ha proseguito la Brambilla – e che così si dimostra anacronistica. Roma non ha bisogno, per vedere incrementare il numero dei visitatori, delle carrozzine trainate da poveri ronzini: mandiamoli nei parchi, piuttosto, evitiamo di vederli faticare sui sampietrini. Diamo un taglio a questa inciviltà”.
Un altro episodio di severa autocoscienza, incoraggiato dagli interventi dei tanti che hanno preso la parola denunciando, come ha fatto Patrizia Prestipino, assessore provinciale, “l’infiltrazione di clan e camorra nell’esercizio abusivo delle professioni turistiche”. Ancora, Andrea Costanzo, neo presidente della Fiavet Lazio, nota con soddisfazione che “a Roma, in questi giorni, ci sono 27 mostre, dal Futurismo al Beato Angelico passando per Giotto. Ma – aggiunge – noi agenti di viaggio non ne sappiamo niente, non ne siamo informati”. Parlano Federica Alatri, presidente dell’Agenzia Regionale, “abbiamo un piano di promozione rivolto a oltre 30 paesi”, Giuseppe Roscioli, presidente della Federalberghi, “la nostra sfida non è competere con Sharm, la nostra sfida è la qualità”. La risultante dell’autocoscienza è che “serve un ministero”, come dice Claudio Mancini, strappando un applauso liberatorio alla platea di operatori e amministratori. Una soluzione che sembra mettere d’accordo quasi tutti. Cutrufo ribadisce con convinzione la necessità di “un secondo polo turistico, senza affatto trascurare il primo, cioè il centro storico, l’essenza stessa della città e delle ragioni per la quale si viene a visitarla”. Sorride gentile e soddisfatta la Brambilla, tailleur nero, camicia bianca, calze velate, nemmeno un dettaglio fuori posto. Qualche giorno ancora e sarà, anche a furor di popolo, la “signora ministro”.
Corrado Ruggeri, “Corriere della sera”, 17 aprile 2009


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