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BRAMBILLA: «ALITALIA, COLPO MORTALE AL TURISMO»

Pubblicata il 19 Settembre 2008

“«Ma si rendono conto i sindacati che cancellando il trasporto aereo danno un colpo mortale al turismo? Alitalia si deve salvare». Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, è al «Forum europeen du turisme» di Bordeaux quando le comunicano lo stop su Alitalia.
Cosa racconterà agli altri ministri europei sulle prospettive turistiche italiane?
«Mi spaventa di più cosa racconterò ai turisti che volevano passare le vacanze in Italia. E che hanno acquistato in anticipo i biglietti della nostra compagnia di bandiera. Proprio adesso che le stime sul settore sono in crescita».
Tutta colpa dei sindacati?
«Commissariata l’azienda, il sindacato doveva assumersi le sue responsabilità perché l’alternativa era ed è, per i dipendenti, ormai una sola: ripartire con una nuova iniziativa che, azzerando tutto il pregresso, rilanciasse il trasporto aereo».
Oppure?
«Oppure chiudere bottega ed andare tutti a casa».
Ma ci sono anche altri responsabili del crack di Alitalia?
«Non nego che, per troppi anni, tutti, a partire ovviamente dagli amministratori dell’Alitalia, hanno gestito questo problema con straordinaria miopia senza tener in nessun conto quelle che erano le sempre più rigide regole che governavano il mercato».
E adesso?
«Mi chiedo cosa accadrà ora alla nostra rete di aeroporti. Il problema è oltre Alitalia: accanto ai suoi 20 mila dipendenti c’è un indotto che occupa un numero superiore di operatori».
Crede che l’Italia non sia capace di fare sistema?
«Evidentemente c’è, in questo Paese, chi preferisce che anche il nostro turismo vada in malora. E questo non mi sembra più il modo di fare oggi una vera politica sindacale».
Eppure è riuscita a far approvare un provvedimento importante per l’offerta alberghiera.
«Ogni categoria di albergo dovrà avere standard minimi nazionali per quanto riguarda le strutture a disposizione dei clienti».
Un accordo a cinque stelle.
«Ci sono voluti più di 20 anni per fissare queste regole. Ma negli ultimi mesi Stato, Regioni e Province Autonome hanno cominciato non solo a dialogare ma anche ad operare insieme».
Alessandro Usai, Il Tempo, 19 settembre 2008

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