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BRAMBILLA: “GLI OPERAI SONO TUTTI CON NOI”

Pubblicata il 9 Aprile 2008

“«Non ci sarebbe neanche bisogno di commentare». La rossa della politica italiana ha usato spesso questa frase, ieri sera. Dapprima attesa per la cena, poi per il dopocena, Michela Vittoria Brambilla è arrivata all’Astoria alle 21.30. Assolutamente impeccabile: tailleur-pantalone a coprire le gambe – uno dei fattori che l’hanno resa celebre -, sorriso smagliante, aplomb britannico.
Nelle risposte ai cronisti, davanti all’entrata, non è andata molto in profondità. Lo scambio di battute tra Bossi e Berlusconi? «Uno scambio di battute, appunto». Il leader della Lega possibile futuro ministro per le Riforme? «Di Umberto ho molta stima politica». Dell’Utri l’ha definita “poco importante”: «Preferisco non commentare». Poi, nella sala convegni dell’hotel, con immutato stile, è andata maggiormente a fondo nel commentare l’avversario del Pdl per antonomasia, Walter Veltroni. Subito dopo essere stata accolta dai 400 sostenitori del Punto azzurro, sulle note dell’inno “Azzurra è la forza dentro l’anima”. L’introduzione è spettata a Giancarlo Mazzuca, ex direttore del Quotidiano nazionale e ora candidato alla Camera con il Pdl. In prima fila, oltre al cerimoniere Fabio Filippi, i candidati reggiani Emerenzio Barbieri e Ida Germontani (la quale poco prima si era appellata all’attenzione degli elettori al momento del voto: «Fate una croce chiara sulla scheda, senza sbavature»).  Per la Brambilla, subito applausi: «Se qualcuno deve giurare lealtà sulla Costituzione – ha dello, riferendosi alla richiesta di ieri di Veltroni a Berlusconi di «un patto, un impegno solenne a nome della coalizione che rappresenta» -, questo qualcuno dev’essere la Sinistra italiana. E non una, ma 6-7 volte». «Posso capire – ha continuato la capolista in Emilia-Romagna – che Veltroni abbia perso la Trebisonda, con gli ultimi dati che ci danno vincenti. Ma il leader del Pd è stato un bluff su tutta la linea.  Sembrava che dovesse sparare chissà quali cartucce – ha rincarato la Brambilla, riferendosi all’ex sindaco di Roma – Ha compilato le liste elettorali come un album di figurine: un po’ di giovani, un po’ di operai, un po’ di Colaninno junior. Ma non basta. La sinistra ha perso uno dei settori capisaldo del suo consenso: gli operai stanno con il Popolo delle libertà».”
Giornale di Reggio, 09/04/2008

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