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“BRAMBILLA: “IL BILANCIO DI QUESTE ELEZIONI E’ UN GRANDE SUCCESSO”

Pubblicata il 10 Giugno 2009

“La rossa non amerebbe dire di sé “emergente”, la parola più usata in queste ore per celebrare l’exploit di Debora Serracchiani. Michela Vittoria Brambilla è emersa da un po’, poi era finita al centro di mille ostilità (soprattutto femminili) nel Pdl, infine è riemersa con l’upgrade a ministro. Il Pdl necessita di un nuovo slancio? Prima si schermisce, “ma se siamo già lanciatissimi!’. Poi però… “Come responsabile del settore ‘Iniziative movimentiste’ comunque sto creando, in raccordo con i coordinatori nazionali e locali, una task force di nostri militanti su tutto il territorio nazionale. Ascoltare i cittadini, dare voce ai loro bisogni. Esempio? Sul tema sicurezza abbiamo già dato vita a una raccolta di firme per raddoppiare i pattugliamenti delle forze dell’ordine nelle città. Del resto vengo dall’esperienza dei Circoli, la mia è la storia di una donna pragmatica e movimentista”.
L’imprenditrice lumbard (provincia di Lecco) neoministro del Turismo è responsabile del settore ‘Iniziative movimentiste’, tra le 10 direzioni nazionali del Pdl, una delle più strategiche per misurare lo stato del partito guidato da Berlusconi. Non a caso Brambilla, già fondatrice nel  2006 dei Circoli della Libertà, in questi ultimi giorni è stata tra i consiglieri più assidui ad Arcore.
Come giudica il vostro risultato?
“Sono molto soddisfatta! Per il Popolo della libertà il bilancio finale di questa tornata elettorale è un grande successo. Mentre la sinistra subisce una sconfitta pesante il governo e la nostra maggioranza escono rafforzati. Siamo sempre più forti, possiamo garantire al Paese stabilità fino alla fine della legislatura”.
Non è eccessivo.
“Assolutamente no e lo dico per varie ragioni. Prima di tutto se vediamo il risultato delle elezioni nei capoluoghi di provincia e nei comuni registriamo una netta e clamorosa discontinuità col passato: vinciamo infatti dove la sinistra prevaleva da anni. Dal 55% in Abruzzo alla vittoria in Campania i fatti parlano chiaro: la classe dirigente del centrodestra ha saputo radicarsi molto bene sul territorio, dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, conquistarne la fiducia. Al contrario la sinistra, in Italia, come nel resto d’Europa, ha mostrato di non interpretare le istanze del Paese”.
E però le europee non sono andate così bene per voi. Colpa dei sondaggi sbagliati, della Sicilia, dello scandalo Noemi o, persino, delle vendita di Kakà?
“Ma figuriamoci! La crisi della giunta Lombardo è un problema nato all’esterno del Pdl che noi abbiamo subito. Sull’effetto scandali parlano i risultati. Il vero dato che ci ha penalizzato è stato il forte calo di presenze dove non si doveva votare per le amministrative in zone che sono il nostro zoccolo duro. Senza l’astensionismo saremmo arrivati alle percentuali previste”.
Insomma, le cronache che descrivevano un Berlusconi deluso se non furibondo per essere stato lasciato solo dai suoi sarebbero inventate?
“Il presidente Berlusconi, le assicuro, è molto soddisfatto. Ne abbiamo parlato io e lui; lui, come me, è fortemente convinto che senza l’astensionismo soprattutto al Sud il nostro risultato sarebbe stato ancora migliore. Prendiamo solo le province: prima ne avevamo 9, oggi sono 17 e in altre 21 siamo in ballottaggio. Altro che battuta d’arresto! Così ci siamo già concentrati sul futuro”.
Lei ministro e Berlusconi?
“Abbiamo lavorato al nuovo logo dell’Italia per sostituire quello che fece fare – a caro prezzo – Rutelli. E abbiamo lavorato a un nuovo slogan, a nuovi spot. In questi due giorni – l’ho visto con i miei occhi – Berlusconi si è dedicato a correggere il progetto dei 5 mila appartamenti per l’Abruzzo per renderli più funzionali alla destinazione per il campus universitario”.
Un presidente architetto, un presidente copy! Ma non è rimasto male per non aver battuto il suo record di preferenze?
“Intanto Berlusconi ha preso molte più preferenze di tutti gli altri candidati. Ho anche capito che c’è stato un gran equivoco. Moltissimi hanno sbarrato il simbolo del Pdl con il nome di Berlusconi pensando che bastasse per assegnargli il voto di preferenza”.
Bell’errore. La marea verde leghista non vi fa paura? Tanto per cominciare in cambio del loro sostegno ai ballottaggi avete cambiato linea sul referendum fino a sorprendere Fini.
“Tra noi e la Lega c’è assoluta solidarietà grazie anche al rapporto personale che unisce Berlusconi a Bossi. Li ha visti come si sono abbracciati sul palco alla fine della campagna elettorale? Non ho visto invece un solo abbraccio tra Franceschini e Di Pietro. Quanto al referendum la nostra posizione è chiara: la Lega è un nostro fedele alleato, non faremo campagna per il referendum, lasceremo libertà di coscienza”.
Chiara Berie di Argentine, “La Stampa”, 10 giugno 2009

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