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BRAMBILLA:“ORA LE GUARDIE ANTISPRECHI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’”

Pubblicata il 19 Maggio 2010

“Gli sprechi sono sotto gli occhi di tutti. Ed è per questo che bisogna organizzare una lotta più organica”. Michela Vittoria Brambilla è ministro del Turismo nel governo Berlusconi. Ma affronta il tema del debito pubblico soprattutto nella sua veste di coordinatrice nazionale dei Promotori della Libertà, che lei definisce “una sorta di guardia scelta” del Pdl. Ed è a questi cittadini che hanno da tempo aderito all’iniziativa che la Brambilla ha affidato la prima missione operativa sul territorio: “Ci troviamo in un momento particolare. Il ministro Tremonti sta mettendo a punto una manovra dei conti pubblici che dovrebbe evitare all’Italia attacchi dei mercati. Ed esiste, come è noto a tutti, un problema di spesa pubblica improduttiva. Ecco, noi abbiamo chiesto ai nostri Promotori della Libertà di attivarsi ed individuare le realtà cittadine dove esiste questo tipo di problemi”.

Secondo la Brambilla, infatti, proprio chi vive in un territorio “sa riconoscere meglio di tutti dove si sta sbagliando. Il compito dei Promotori, dunque, da oggi sarà anche quello di andare a caccia di sprechi. Saranno una sorta di sentinelle sul territorio, pronte a segnalare ogni tipo di spreco pubblico. Penso anche all’istituzione di un comitato di esperti che provvedano poi a fornire soluzioni da applicare per sanare i difetti di gestione riscontrati”. Secondo il ministro del Turismo, tra l’altro, “i Promotori saranno l”autostrada veloce’ che manterrà il contatto tra il presidente Berlusconi e i cittadini. Stiamo parlando di molte persone. Tra loro gli organizzatori, tanto per fare qualche esempio, sono oltre 10mila. Ma attenzione: non si tratta di numeri virtuali. Ogni persona che intenda diventare Promotore della Libertà deve, collegandosi al nostro sito, obbligatoriamente iscriversi anche al Pdl o dimostrare di esserlo già. Noi lavoriamo solo con gli iscritti al partito, per una ragione di sicurezza e serietà”.

La Brambilla confida anche nell’attività di governo per venire incontro al problema della crisi: “Credo che, per rispettare chi sta tirando la cinghia in questa fase, ci si debba muovere in due direzioni. La prima: punire severamente chi evade. Penso, ad esempio, a quello che avviene negli Usa. La seconda, ridurre gli stipendi dei politici, creando magari con questo denaro un fondo per le famiglie che hanno perso il lavoro. In questo modo rafforzeremo il dialogo con i cittadini”.

Corriere della sera, A.F., 19 maggio 2010

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