Vai a: COPERTINA, AMBIENTE.

Sono in politica per
realizzare ciò che
credo giusto, altrimenti
mi sarei accontentata
di sognare.

News

BRAMBILLA:”CANCELLARE PER SEMPRE I PALII E LE TRADIZIONI POPOLARI CHE COMPORTANO IL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI”

Pubblicata il 14 Marzo 2011

L’episodio riportato il 13 marzo dal Corriere della Sera è l’ennesima dimostrazione della necessità di cancellare per sempre palii ed altre feste popolari che comportino il maltrattamento degli animali. Il fatto che certe anacronistiche tradizioni abbiano antiche radici, non significa che esse debbano essere portate avanti per sempre: i tempi sono cambiati e si è affermata una nuova coscienza di amore e rispetto per gli animali ed i loro diritti. E’ necessario adeguarsi”.
Lo ha detto, ospite a “Domenica 5”, il ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla, commentando il terribile incidente che il 5 marzo, durante il carnevale di Ronciglione (VT), è costato la vita alla cavalla Tiffany, scivolata insieme ad altri cavalli perché costretta a correre il pallio, a gran velocità, sull’asfalto bagnato dalla pioggia:
“Quanto è avvenuto – osserva – dimostra per l’ennesima volta che certe tradizioni debbano essere superate, per tutelare il benessere degli animali, rispettare il sentimento della maggioranza degli italiani, che amano i nostri piccoli amici e non vogliono vederli soffrire, nonché nell’interesse dell’Italia che, in questi casi, si presenta come un paese culturalmente arretrato. Da diverso tempo, infatti, il Ministero del Turismo ha messo in atto un’attenta ricognizione dei vari palii e delle feste popolari che si svolgono nel nostro paese e coinvolgono gli animali, per verificare quali comportino maltrattamenti, arrecando danno all’immagine nazionale all’estero, con conseguenze negative anche per il nostro turismo e l’appeal del made in Italy. Un danno – incalza il ministro – di cui purtroppo non possiamo che prendere atto. Nel caso di Ronciglione, per esempio, il filmato con l’incidente e l’agonia della cavalla, messo in rete, sta facendo il giro del mondo e, in tutto il suo orrore, ha l’effetto di una vera e propria requisitoria contro la barbarie di certi costumi, che non possono essere propri di un grande paese civile come il nostro”.
“Non è questa l’Italia di cui andiamo orgogliosi e che vogliamo presentare al mondo; – conclude l’On. Brambilla – Per tutte queste ragioni, interverremo affinché non vengano più riproposte tutte quelle tradizioni popolari che, dall’analisi condotta dal Ministero del Turismo, risulteranno essere portatrici di simili conseguenze negative”.

Rassegne stampa