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BRAMBILLA: “COCAINA, ALLARME DA CODICE ROSSO”

Pubblicata il 31 Marzo 2007

“Un milione di nuovi cocainomani. Di cui molti saranno studenti minorenni. È questa la previsione per i prossimi due anni del Dipartimento delle dipendenze dell’Asl di Milano. Una proiezione che dimostra quanto la questione droga sia lontana dall’essere sotto controllo. «Rispetto a vent’anni fa il problema è sottovalutato», commenta Riccardo Gatti, responsabile del Dipartimento. Il motivo è sempre lo stesso: «Negli anni 70 e ‘80 la droga era associata all’Aids, all’emarginazione e alla morte. Quindi faceva più paura. Oggi, invece, è usata da persone perfettamente inserite nella società». E questo è un ulteriore problema. Perché, spiega Gatti, «sono sempre di più gli individui che fanno lavori normali in stato di alterazione».
Guardando al futuro, poi, le cose sembrano destinate a peggiorare. «In Italia», continua Gatti, «ci aspettiamo che entro il 2009 i consumatori di cocaina aumentino del 40-50%». Il conto è presto fatto. Attualmente si stima che siano dai due milioni ai due milioni e mezzo gli italiani che hanno provato almeno una volta la polvere bianca. Ciò significa che nei prossimi due anni questo esercito è destinato a crescere di almeno un milione di unità. Di cui molti saranno uomini fra i 25 e i 44 anni, la fascia d’età dove la cocaina è più diffusa, ma una buona parte saranno anche ragazzi under 20, fra i quali ultimamente sta tornando a crescere anche il consumo di eroina.
A lanciare l’allarme, sul fronte politico, è l’associazione Circolo delle libertà, che ieri ha presentato un sondaggio sulla percezione del fenomeno droga. I dati non lasciano dubbi. Per il 67,9% degli intervistati la diffusione di sostanze stupefacenti è il problema più grave dei giovani italiani. Due terzi del campione, inoltre, sostiene che l’aumento dell’uso di droghe sia addebitabile anche alla scarsa comunicazione tra istituzioni. Tanto che il 74% delle famiglie e il 60% dei ragazzi vedrebbero molto favorevolmente l’introduzione nelle scuole di veri e propri corsi informativi gestiti da esperti. «Abbiamo letto questo dato come un invito esplicito», spiega Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’associazione nazionale Circolo delle libertà. «Cosi», aggiunge, «abbiamo deciso di farci promotori di un progetto di legge in base al quale lo Stato debba erogare fondi adeguati alle regioni per finanziare un efficace piano di informazione e prevenzione scolastica». «Il governo», conclude la Brambilla, «deve fare molto di più. È vergognoso fingere di non vedere la rovina verso cui si dirigono migliaia di giovani, abbandonati agli interessi della criminalità organizzata».
Una criminalità che, da parte sua, ha invece diversi motivi per sorridere. Gli introiti derivanti dallo spaccio, droghe sintetiche incluse, si aggirano sui 70 miliardi di euro. E le 4,5 tonnellate di cocaina sequestrata nel 2005 rappresentano soltanto il 10% di quella che arriva nel nostro paese e che viene commercializzata soprattutto dalla ‘ndrangheta. Non solo. «La malavita», avvisa Gatti, «non punta più al semplice guadagno, ma sta cercando di conquistare la società attraverso imprese finanziate con soldi sporchi e molti personaggi potenti da ricattare e tenere in pugno con la droga». «Per fermare questo progetto», conclude, «non è più sufficiente una legge sugli stupefacenti fatta nel 1975».”
“Libero”, Alberto Busacca, 31/03/07″

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