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DISABILI, BRAMBILLA: “RICONOSCERE I DIRITTI NEI FATTI, NON SOLO SULLA CARTA”

Pubblicata il 3 Dicembre 2014

“I diritti delle persone disabili devono essere finalmente riconosciuti nei fatti e non solo sulla carta”. Lo ricorda, in occasione della Giornata mondiale della disabilità, l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e responsabile del Dipartimento per il sociale e la solidarietà di Forza Italia, che indica tre “obiettivi di inclusione” da aggredire immediatamente per migliorare la vita dei 3,2 milioni di disabili italiani (220 mila in età scolare): la scuola, l’accessibilità e il lavoro.

“E’ di per sé uno scandalo – sottolinea l’ex ministro – che, per ottenere il puntuale rispetto del diritto allo studio e del principio della pari opportunità tra tutti gli alunni, le famiglie che hanno figli con esigenze speciali spesso debbano rivolgersi alla magistratura, perché in moltissimi casi le ore riconosciute sono in numero inferiore, a volte di gran lunga inferiore, a quello prescritto. Non si può accettare come inevitabile il lento degrado degli strumenti di integrazione, ma occorre stanziare risorse adeguate e vigilare seriamente sulla spesa, per superare il contenzioso con le famiglie e garantire l’esercizio di diritti fondamentali, sanciti dalla Costituzione”.

Né per la scuola né per l’accessibilità esiste un problema di legislazione. “Le norme – ricorda l’on. Brambilla – ci sono già, a volte da molto tempo. Si tratta di farle rispettare e di promuovere una cultura diffusa del rispetto. Per quanto riguarda le barriere architettoniche, la norma base ha ormai venticinque anni. Le autorità competenti a livello locale devono controllare gli edifici pubblici o aperti al pubblico e i mezzi pubblici di trasporto, applicare le sanzioni dove sono previste, fissare scadenze precise per l’adeguamento e preparare rapporti periodici sull’accessibilità e la visitabilità, per esempio, degli edifici pubblici. Anche per poter verificare i progressi fatti, che in alcuni casi non sono pochi. In un Paese a vocazione turistica come il nostro – aggiunge – c’è anche un interesse economico a promuovere l’accessibilità, come diceva il “manifesto sull’accessibilità” che avevo preparato da ministro e che abbiamo cercato di diffondere il più possibile tra gli operatori”.

Infine, il lavoro: secondo dati diffusi dal ministero del Lavoro, l’84% dei disabili in età lavorativa non ha un impiego e i disoccupati portatori di handicap iscritti alle liste di collocamento obbligatorio sono 750 mila. La legge 68/99, tra le più avanzate nell’ambito della non discriminazione che prevede quote di assunzioni di disabili è anche tra le più disattese. E con la crisi l’area delle imprese esentate dall’obbligo si è ovviamente ampliata. “Bisogna fare di più – chiede la responsabile del dipartimento del sociale e della solidarietà di Forza Italia – per adeguare la normativa italiana sull’inclusione dei disabili nel mercato del lavoro a quella europea, e, più in generale, per garantire l’effettività del diritto al lavoro anche per i portatori di handicap”
Su questi temi, “e sugli altri che compongono l’ampio mosaico dell’inclusione”, l’on. Brambilla assicura il “massimo impegno” di Forza Italia, perché “la crisi non può essere un pretesto per non trovare risorse”, ma semmai “un incentivo a spendere bene quelle che si trovano”.

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