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DPCM, ON. BRAMBILLA: “NELLE ZONE ROSSE RIAPRIRE ATTIVITÀ DI TOELETTATURA ANIMALI”

Pubblicata il 6 Novembre 2020

Se il governo “non intenda, in coerenza con quanto deciso nel maggio scorso” consentire “senza indugio” la ripresa dell’attività di toelettatura degli animali nelle cosiddette “zone rosse”. Lo chiede, in un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri, l’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.

In premessa l’interrogante ricorda che il DPCM 3 novembre 2020, “il quarto firmato nelle ultime settimane per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”, all’art.3 definisce “ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”, le cosiddette “zone rosse”, e che, in particolare, al comma 4 lettera h) prevede la sospensione delle attività inerenti servizi alla persona, eccetto quelle indicate nell’allegato 24.

Tra quelle autorizzate non sono comprese le attività di toelettatura per animali, classificate tra i servizi alla persona con il codice Ateco 96.09.04 “Servizi di cura degli animali da compagnia (Esclusi i servizi veterinari), “benché si svolgano normalmente secondo modalità compatibili con il contenimento del contagio da Covid-19, in quanto il toelettatore lavora con mascherina, visiera, guanti e camice, per lo più da solo, su appuntamento telefonico, con 5-8 appuntamenti giornalieri al massimo, senza alcun rischio di creare “assembramenti” che possono peraltro essere evitati con accorgimenti opportuni. Inoltre, la mancata disponibilità di servizi di toelettatura impedisce a molti proprietari di tutelare la salute dei propri animali e l’igiene dell’abitazione”.

Peraltro, ricorda la parlamentare, “lo stesso governo, in occasione del lockdown generalizzato della scorsa primavera, aveva autorizzato, sia pure nell’ultima fase, la ripresa delle attività di toelettatura”. Di qui la richiesta al governo di rimediare a quella che appare “una vera e propria dimenticanza”, con gravi conseguenze per gli operatori del settore.

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