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BRAMBILLA:”E SE FOSSE TUO FIGLIO?”

Pubblicata il 13 Novembre 2008

“Governo e operatori del settore turistico uniti per un turismo responsabile: è l’obiettivo della campagna “E se fosse tuo figlio?” presentata a Palazzo Chigi martedì 11 novembre dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Michela Brambilla, contro il turismo finalizzato allo sfruttamento sessuale dei minori.
”Le stime ufficiali” ha affermato Brambilla “dicono che sono circa due milioni e mezzo i minori sottoposti allo sfruttamento sessuale a fini commerciali nel mondo e circa 80 mila gli italiani coinvolti nel turismo sessuale”.
Citando i dati Ecpat (“End child prostitution, pronography and trafficking”), Brambilla ha delineato poi le tipologie di fruitore: per il 37% ha un’età tra i 31 e i 40 anni, per il 24% tra i 18 e i 30 e per il 20% tra i 41 e i 50 anni.
Il 50% ha un reddito medio-alto e per il 65% è un turista occasionale, per il 30% un turista abituale e per il 5% un pedofilo.
Le vittime sono invece comprese per il 60% in una fascia di età tra i 13 e i 17 anni, per il 30% tra i 7 e i 12 e per il 10% tra gli 0 e i 6 anni.
Il 75% dei bambini coinvolti sono femmine, il 25% sono maschi.
La connivenza di alcuni paesi, la criminalità organizzata, la corruzione, sono tra le cause oggettive del fenomeno; la mancanza di controllo sociale, un atteggiamento discriminante e razzista, e la errata convinzione che con i bambini ci sia minor rischio di contrarre malattie, sono invece le motivazioni soggettive.
Durante l’incontro Brambilla ha anche presentato il testo di un nuovo codice di comportamento (Certificazione Turismo Responsabile) che le maggiori associazioni dell’industria del turismo adotteranno per contrastare il deprecabile fenomeno dei “viaggi della vergogna”, in preoccupante crescita in tutto il mondo.
Il sottosegretario ha infine ricordato la normativa italiana secondo cui iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile sono punite con la reclusione da 6 a 12 anni: ”È arrivato il momento che le aziende diffondano con maggiore chiarezza, in modo che anche i turisti ne siano consapevoli, le norme di legge varate appositamente nel 1998 e che fino ad ora sono rimaste largamente disattese”. ”Non ci si salva la coscienza – ha concluso Brambilla – commettendo altrove quei reati che non si possono commettere nel proprio Paese.””

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