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FI-LECCO, BRAMBILLA: “FERMIAMO LA NUOVA RAPINA SUGLI IMMOBILI”

Pubblicata il 7 Marzo 2014

“Fermiamo questa rapina”: Forza Italia scende di nuovo in campo contro l’aumento delle tasse sugli immobili, invitando i cittadini a firmare un appello a sindaci e candidati sindaci, perché si impegnino a non incrementare la pressione fiscale sul mattone. Ai candidati sostenuti da Forza Italia sarà chiesto di firmare l’accettazione di questo impegno. Lo ha spiegato l’on. Michela Vittoria Brambilla, durante una conferenza stampa nella sede provinciale del movimento per presentare la raccolta di firme che si svolgerà ai gazebo allestiti a Lecco e Merate, ma anche nelle altre città della provincia.
Nell’appello si chiede ai primi cittadini, o aspiranti tali, semplicemente di non aumentare la pressione fiscale complessiva sugli immobili, già a livelli insostenibili: “Non si renda complice – dice il testo – di una vera e propria “rapina” ai danni dei cittadini e non prenda decisioni che possono peggiorare le condizioni economiche delle imprese sul territorio. Si unisca invece alla nostra protesta contro il governo centrale che scarica sulle amministrazioni locali il peso dei propri errori”.
La novità di quest’anno si chiama Tasi (Tassa sui servizi indivisibili), che di fatto prende il posto dell’Imu (cancellata nel 2013 per il pressing di Forza Italia). Il governo Renzi ha appena dato ai Comuni la possibilità di aumentarne l’aliquota massima, per ciascuna tipologia di immobili, dello 0,8 per mille, legando questo incremento, in maniera poco chiara, al ripristino di detrazioni sulla prima casa.
“Cambiano i premier, tecnici o politici, e i governi imposti dall’alto – commenta l’on. Brambilla – ma le tasse aumentano. Sugli immobili – che servono per abitare o per produrre e sono comunque frutto del risparmio della presente o delle passate generazioni – grava già un’eccessiva pressione fiscale. La somma delle norme Letta-Alfano contenute nell’ultima legge di stabilità e dell’aumento dell’aliquota Tasi, primo atto del governo Renzi, dà un risultato che colpirà pesantemente gli italiani quest’anno e l’anno prossimo. Per molte famiglie il salasso sull’abitazione principale potrà eguagliare, e in alcuni casi superare, quello imposto dalla famigerata Imu di Monti nel 2012, mentre una stangata senza precedenti colpirà le seconde case e i fabbricati utilizzati per le attività produttive. Poco importa, ai cacciatori di poltrone se la crisi ha svuotato i capannoni e ha reso praticamente impossibile venderli o affittarli. Noi di Forza Italia – prosegue l’ex ministro – protestiamo energicamente contro questa rapina, che penalizza famiglie, commercianti, artigiani, imprenditori già piegati dall’emergenza economica e da una miriade di altri balzelli. E protestiamo anche perché il governo non ci ha messo fino in fondo la faccia ma ha scaricato sui sindaci la responsabilità di decisioni odiose”.

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