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BRAMBILLA: “I CIRCOLI STANNO CRESCENDO IN TUTTA ITALIA”

Pubblicata il 28 Giugno 2007

“Due grandi scrivanie bianche, lo sfondo azzurro, qualche nuvola qua e là e il braccio della Statua della Libertà attraversato da un tricolore. In sottofondo una musica semplice, melodica: assomiglia all’inno di forza Italia, ma senza parole. Tailleur scuro, corto, tacchi 12, Michela Vittoria Brambilla si muove a suo agio negli studi della neonata Tv delle Libertà. Sorride: «Il primo giorno di trasmissioni, quando sono comparsa in video, sono arrivate mille telefonate. Il giorno dopo tremila. E mica sulla Rai, ma su un canale satellitare. Non male, vero?». Michela Vittoria Brambilla (MVB, come l’ha soprannominata, con una sigla, Giuliano Ferrara) è la donna del momento. Anzi, è il personaggio politico del momento. Ha sparigliato il tavolo. È bastato che Silvio Berlusconi un giorno si lasciasse   scappare   una mezza frase, facendo capire che forse quella ragazza in gamba, dai capelli rossi, sarebbe potuta diventare il suo vero successore,   per mandare in ansia metà mondo politico italiano. Lei sorride: «Sì, Berlusconi è uno che si accorge di chi parla poco e invece agisce. Io il 20 novembre ho dato vita ai Circoli della Libertà, che stanno crescendo in tutta Italia, poi è partito giornale e adesso la televisione»; il Giornale della Libertà, allegato al quotidiano II Giornale, di proprietà del fratello di Berlusconi, Paolo, e il canale satellitare inaugurato l’11 giugno, in cui Michela Brambilla ha un colloquio diretto con gli ascoltatori ogni giorno.
«Evidentemente Berlusconi apprezza ciò che faccio». Però sono nate anche le antipatie. «Brusii, non me ne occupo». E le gelosie… «Ma no, io collaboro con tutti, stiamo lavorando bene, l’obiettivo comune è arrivare al grande Partito delle Libertà. La gente è entusiasta, sento rinascere un po’ lo spirito del 1994, quando Berlusconi diede vita a Forza Italia. È tornato il movimentismo. La gente crede in quello che facciamo. Mi fermano per strada, vogliono parlare, fare fotografie». Come con Berlusconi. «Facciamo le debite proporzioni. Però molta gente si riconosce in me». Conterà anche il fatto che è donna, bella, giovane. «Non c’entra essere donna o uomo», replica. «Ségolène Royal non ha perso perché è donna, ma perché sta dalla parte sbagliata. E lo stesso se avesse vinto. Non sarebbe certo successo perché è una bella signora». Sarà, però sembra che Michela alla sua femminilità tenga parecchio. «Ma no, scrivono di tutto, e tante cose sbagliate. Hanno persino detto che facevo la modella. Ma quale modella? Con tutto il rispetto, ho fatto altre cose». E per rafforzare il concetto dichiara ai giornali di non trovare più nemmeno il tempo di fare la ceretta. «Non metto quasi più neanche la minigonna», dice.
Quando hanno parlato a Pier Ferdinando Casini di Michela Brambilla come possibile prossimo leader del centrodestra, lui ha risposto, scocciato, con un «Non mi occupo di scherzi». C’è però chi la ama. Sandro Bondi, portavoce di Forza Italia, le ha dedicato una poesia che fa così: “Ignara bellezza, rubata sensualità, fiore reclinato, peccato d’amore”. Giuliano Ferrara è stato meno aulico. Ha detto: «È sicura di sé, ha fatto la gavetta, è diretta e gradevole. Ha in più quella caratteristica tipica delle personalità politiche vere: uno pensa che sono sì seducenti, ma che sarebbe prudente evitare di incontrarle di notte in un viottolo, se non si sia convenientemente armati». Michela ride. «È vero che ho fatto la gavetta. Faccio parte della quarta generazione di una famiglia di industriali». Oggi Michela è amministratore delegato, a Calolzio, nel Lecchese, della Trafilerie Brambilla, che si occupa della trasformazione dell’acciaio inossidabile e del carbonio. È fondatrice e presidente del gruppo Sal e di Sotra Coast International, imprese del settore alimentare. Ed è ai vertici nazionali della Confcommercio, leader degli under 40. Un profilo che non poteva non piacere a Silvio Berlusconi. Anzi, qualcuno dice che Michela sia la sua reincarnazione giovane e femminile. Lei ripete: «Il presidente mi stima». Qualche tempo fa aveva raccontato: «Io e Berlusconi parliamo di cose concrete, di progetti, di cose da fare. Continuo a chiamarlo presidente. Al limite, ci aggiungo davanti un caro». Altri in Forza Italia la stimano meno. Dicono che Michela sia solo un fenomeno mediatico. «Almeno sono un fenomeno», commenta lei.
Facciamo un gioco: prossimo governo del centrodestra. Michela Brambilla sarà ministro? «Io penso a far crescere il nostro progetto», risponde, «di cariche e poltrone ne ho fin troppe. Voglio stare vicino ai bisogni della gente».
Parliamo di vita privata, allora, del suo compagno, di suo figlio che ha due anni e mezzo. «Ma neanche per idea, la vita privata non si tocca». Vabbè  parliamo di animali. Dicono che Michela Brambilla li adori. «È vero, ho 14 cani e 24 gatti, vivono in casa con noi». Deve avere un giardino bello grande… «Ho detto in casa. Certo vanno in giardino, ma vivono con noi in casa». C’è una leggenda: che da piccola giocasse con una leonessa. «È vero!». E che abbia imparato a camminare attaccandosi a uno shnauzer gigante. «Vero anche questo». Altri animali? «Sette caprette, quattro cavalli, due asinelli, uno me l’ha regalato Vittorio Feltri». Sarebbe finito n fare da cena a una Festa dell’Unità, Vittorio l’ha salvato e me l’ha regalato». Ha tolto la cena ai militanti dei Ds. «A Ballarò ho anche litigato con Renato Soru, governatore della Sardegna: l’ho attaccato sul randagismo dei cani». E com’è finita? «Che Soru ha affrontato il problema. L’ha fatto naturalmente nella maniera sbagliata, come fa sempre il centrosinistra». E cioè? Ha fatto pagare più tasse ai proprietari dei cani».”
Gente, Stefano Nazzi, 28/06/07

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