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BRAMBILLA:”I NAPOLETANI MERITANO DI PIU'”

Pubblicata il 14 Luglio 2007

“Tre volte a Napoli, in un mese. L’ultima, l’altro giorno, in piazza Plebiscito con Silvio Berlusconi. Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della libertà, è conquistata dalla città. E sul sito internet dei Circoli c’è un video dedicato al comizio napoletano.
Vedi Napoli e poi torni?
«Mi sento una napoletana d’adozione. Adoro Napoli da prima che nascessero i Circoli e del resto non si può non amare una città e un popolo ricchi di passione e creatività. Ne sono da sempre conquistata. E anche per i Circoli della libertà l’entusiasmo di Napoli è molto grande. Tra la città e la provincia ne sono già oltre quattrocento».
Lei ha parlato in piazza Plebiscito, la piazza simbolo della città, la piazza dove Antonio Bassolino ha celebrato le sue grandi vittorie elettorali. Emozionata?
«Tantissimo. C’era un’atmosfera fantastica. Le bandiere dei Circoli, i coriandoli, i palloncini, l’inno, l’abbraccio travolgente del popolo della libertà, tutto mi è sembrato splendido quando Berlusconi mi ha chiamata sul palco. Per me è stata un’investitura. Ecco, mi sono emozionata non perché avrei parlato davanti a tanta gente ma per l’accoglienza ricevuta. E di questo vorrei ringraziare i Circoli della Campania che hanno svolto un lavoro grandioso e Massimo Nicolucci e Marcello Di Caterina, due napoletani che sono miei preziosi collaboratori».
Visto l’amore che ha per Napoli non è che vuol candidarsi a sindaco?
«Ho letto su un quotidiano che è meglio un sindaco come la Brambilla che la Iervolino».
Allora ci fa davvero un pensierino?
«Ma no, no. Certamente, però, i napoletani si meritano qualcosa di meglio di Bassolino e Iervolino. Le istituzioni locali non sono state capaci di dare risposte ai problemi della gente come del resto non riesce a darle Prodi. I giovani si lamentano perché non c’è lavoro, le imprese non trovano sostegno, i cantieri sono fermi, la droga dilaga, la burocrazia opprime. C’è davvero poco da stare allegri. E vogliamo parlare dei rifiuti?». Parliamone.
«L’unica  discarica  che funziona è quella delle responsabilità. I Comuni scaricano sulle Province, le Province sulla Regione» la Regione sul Governo ma nessuno da risposte. E i cittadini pagano».
Lei, a Napoli, ha conosciuto don Merola, gli donò un assegno a sostegno delle suo impegno sociale. Lo sa che don Merla non è più parroco di Forcella, è stato trasferito a Roma?
«Ma no, non ci credo. E il lavoro che stava svolgendo? E il suo impegno? Mi dispiace, è una grave perdita per Napoli. Il lavoro che aveva intrapreso tra i giovani era prezioso, un lavoro non facile. Sono davvero dispiaciuta».”
Il Mattino, 14/07/07

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